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» 08/09/2008 12:13
TURCHIA
L’esercito seguiva e registrava i movimenti dei missionari cristiani in Turchia
di NAT da Polis
Le rivelazioni di un giornale evidenziano i rapporti dei militari sull’attività di tutte le Chiese cristiane. Inquieta intanto la visita compiuta in carcere dal capo del distretto militare di Koaceli, ai generali detenuti, in quanto implicati nell’affare Ergenekon.

Ankara (AsiaNews) - Le prime pagine dei giornali continuano ad essere dominate da due fatti, entrambi collegati con l’affare Ergenekon (la Gladio turca). Le rivelazioni di come l’esercito turco dell’Egeo seguiva tutti i movimenti dei missionari cristiani in Turchia e la visita compiuta dal capo del distretto militare di Koaceli, su ordine del capo dello stato maggiore della difesa, ai detenuti implicati nell’affare Ergenekon.
 
Importanti le rivelazioni del giornale Radikal, fatte nella ricorrenza dei 53 anni dal famoso pogrom contro la comunità ortodossa di Istanbul, che ha dato inizio alla definitiva “pulizia” di questa comunità (ma che per la verità ha le sue origini nel ‘900 ed è proseguita negli anni ‘20, ‘30 e ‘40 con vari metodi) ridotta oggi a tremila presone, di età media di 60 anni, che ha avuto ripercussioni anche su quella cattolica. Rivelazioni che hanno dato alla luce rapporti redatti dal corpo d’armata dell’Egeo, che s’era assunto il compito di seguire e registrare tutti i movimenti dei missionari cristiani in Turchia. In sette delle nove regioni della sua giurisdizione, che comprendevano anche quelle di Istanbul, Izmir e Samsun. In questi rapporti si fa dettagliata e giornaliera descrizione dei movimenti dei missionari e venivano anche registrati tutti i movimenti nelle varie Chiese cristiane.
 
In un rapporto, firmato con le iniziali da un tenente colonnello si descrivevano tutti i movimenti nella chiesa cattolica Kurtulus di Ankara, fatto che dimostra che tutte le chiese e missioni erano sotto la stretta sorveglianza dell’intelligence dell’esercito.
 
In quelle regioni venivano dunque seguiti tutti i movimenti dei missionari cristiani e in quelle zone sono avvenute aggressioni nei confronti loro e delle loro chiese. Come quella, per esempio di Kiamil Kyroglu, alla guida della chiesa protestante ad Adana nel 2005, di Adriano Francini a Smirne nel 2007 e l'uccisione di Santoro a Trabzon nel 2006. Gli aggressori, arrestati, in tutti i casi erano, fatalmente, tutti minorenni o psicopatici.
 
Lo stesso giornale per descrivere, ironicamente, lo zelo degli agenti dell’ intelligence dell’esercito nei confronti delle minoranze cristiane, ha tirato fuori un fatto avvenuto a Smirne nel 2005, dove il patriarca ecumenico Bartolomeo, il pericolo numero uno, s’era recato a seguire un concerto. Gli agenti in quel caso, non hanno mancato di registrare tutto il concerto, facendo anzi una dettagliata menzione del solista che suonava il flauto. Laconico in proposito il commento del Patriarcato: “non abbiamo nulla da nascondere”.
 
E proprio alla luce di questi avvenimenti preoccupa assai la visita effettuata, su ordine del capo dello stato maggiore della difesa, dal capo del distretto militare di Koaceli, generale Galip Menti, ai due generali in pensione Tolon e Eruigur, detenuti nel carcere di Kadira perché implicati nell’affare Ergenekon. Una visita che è stata variamente commentata. Erdogan l’ha definita, defilandosi,  puramente umanitaria, mentre i due partiti di opposizione CHP e MHP hanno espresso la loro soddisfazione per questa visita, effettuata anzi, secondo loro, con certo ritardo. Opposta la valutazione di certa classe intellettuale e della maggior parte della giornali i quali l’hanno considerata come una intromissione negli affari della giustizia: l’esercito ha voluto dire di avere ancora voce nella gestione degli affari politici della Turchia.
 
D’ altronde sono di pochi giorni fa le dichiarazioni fatte dal nuovo capo dell’esercito nel suo discorso di insediamento, quando ha detto che non bisogna aver fiducia nei Paesi stranieri nella nostra lotta contro il terrorismo Anzi questi Paesi, USA ed EU, hanno nel loro intimo un progetto di smembrare la Turchia.
 
E’ significativa, in proposito, l’analisi che fatta dall’autorevole Hurriet, per il quale con questa visita l’esercito ha voluto dare dei messaggi. Il quotidiano fa notare che: 1) La notizia della visita è stata pubblicata nel website delle forze armate, che hanno espresso così solidarietà e protezione verso chi ha   prestato i suoi servizi all’esercito; 2) La visita ha avuto l’approvazione del vertice delle forze armate; 3) Le forze armate hanno espresso nel loro comunicato la loro fiducia nelle magistratura e dichiarano che non intendono influenzarne le decisioni! e 4) per questa visita è stata chiesta la previa autorizzazione della magistratura ed è stata effettuata in abiti civili dal generale Galip Menti.
 
Insomma continua la guerra latente tra l’AKP e le Forze armate.
 
Ma gli ultimi sondaggi, fatti dopo la sentenza della magistratura sulla non chiusura dell’AKP e pubblicati da Turkish Daily News , vedono rinforzate le posizioni del partito islamico AKP e lo danno al 50,9%   mentre danno al 9.5% il CHP (di estrazione Kemalista), al 6,6% il MHP (ultranazionalista) ed al 2,7% il DTP (filocurdo). In un altro sondaggio, pubblicato da Today’s Zaman, controllato da Fetulah Gulen, il 67% dei turchi si è espresso a favore dell’ ingresso della Turchia in Europa. Riguardo la chiusura del DTP, il partito filocurdo presente nel parlamento turco, il 57,6 % è contrario alla sua chiusura, il 31.2% favorevole e il 11,3% non s è espresso. Infine il 77,9% approva la presidenza Gul.
 
Infine un fatto assai curioso ed unico in Turchia. Lo storico viaggio di Gul ad Erevan è stato appoggiato dal 60% dei turchi – e da Bush - ed osteggiato dall’opposizione. Ma  durante e dopo la partita con l’Armenia, finita con la vittoria della Turchia, nei luoghi pubblici non s’è sentito neanche un sussurro di giubilo. Ordini superiori?
 

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