22/10/2009, 00.00
NEPAL - CINA
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L’ex primo ministro nepalese Prachanda visita in Cina il presidente Hu Jintao

di Kalpit Parajuli
Tema dell’incontro: rafforzare i rapporti tra i due partiti comunisti e collaborare per riportare alla stabilità il Nepal. Per l’ex premier è la prima visita in Cina da segretario del Partito maoista, dopo le dimissioni da capo del governo.

Kathmandu (AsiaNews) – Ritorno della stabilità nel Paese, rafforzamento delle relazioni tra i due partiti comunisti, sostegno della crescita economica. Sono queste le tematiche dell’incontro avvenuto il 16 ottobre scorso a Jinan (Shandong) tra l’ex Primo ministro nepalese e attuale leader dello United Communist Party of Nepal Maoist (Ucpn -M), Pushpa  Dahal Kamal Prachanda, e il presidente cinese Hu Jintao. In un colloquio faccia a faccia di 25 minuti i due politici hanno inoltre discusso in merito al ruolo della Cina nella politica economica dell’Asia del sud e sulle future prospettive del partito comunista nello scenario globale.

“La visita in Cina è stata un successo - afferma Krisina Bahadur Mahara, responsabile degli affari esteri del Partito maoista nepalese – i leader hanno parlato degli sviluppi del processo di pace in Nepal e sulla maggiore collaborazione tra il partito comunista cinese e quello nepalese”. Egli aggiunge che Hu Jintao considera come fondamentale per la stabilità del Paese un rafforzamento del potere politico.

Il presidente della Cina avrebbe anche espresso seria preoccupazione riguardo alle attività anticinesi compiute in Nepal dagli attivisti tibetani. Nonostante ciò non vi sono stati aperti riferimenti agli attriti tra Cina e India accusata da Pechino di fomentare le proteste e di interferire nell’economia nepalese. Intanto il governo di New Dheli ha annunciato nei giorni scorsi che il Dalai Lama visiterà in novembre l’Arunachal Pradesh, regione a confine con la Cina, da anni oggetto di contesa tra i due Paesi.      

L’ex premier Prachanda si è trattenuto in Cina dall’11 al 19 ottobre. Per lui è la prima visita nel Paese da segretario del partito Maoista dopo le dimissioni da capo del governo rassegnate lo scorso 4 maggio. La rinuncia alla carica era venuta in seguito al rifiuto del presidente Ram Baran Yadav di appoggiare il progetto di inserimento degli ex-ribelli maoisti tra le file dell’esercito regolare. A oggi il Nepal è retto da un governo di unità nazionale in stretti legami con Pechino, ma l’irrisolto problema con i maoisti mantiene alta la tensione nel Paese.  

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