20/02/2008, 00.00
ONU - MYANMAR
Invia ad un amico

L’ottimismo di Gambari si scontra con la chiusura della giunta

L’inviato speciale Onu reputa “un passo significativo” l’annuncio del controverso referendum sulla bozza di Costituzione in Birmania, che dovrebbe aprire la strada alle riforme politiche. Ma il regime di Naypydaw chiarisce le sue prospettive “democratiche”: vietato ad Aung San Suu Kyi partecipare alle elezioni politiche del 2010.
Singapore (AsiaNews) – L’inviato speciale Onu per il Myanmar, Gamabri, ritiene un “passo significativo” l’annuncio della giunta birmana del referendum costituzionale a maggio. Peccato che la maggiore avversaria dei generali - la leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi, ancora agli arresti domiciliari - non vi potrà partecipare.
 
Al voto referendario, secondo la road map stabilita dai militari, seguiranno elezioni generali multipartitiche nel 2010, che apriranno la strada a riforme democratiche. Ma sulla sincerità delle intenzioni del governo militare esperti e membri del partito della Suu Kyi (la Lega nazionale per la democrazia, Lnd) hanno già espresso forti dubbi. Dubbi confermati ieri a Singapore, in un incontro dei Paesi del Sud-est asiatico (Asean), di cui è membro anche il Myanmar. In questa sede il ministro degli esteri birmano, Nyan Win, ha chiarito che nella nuova Costituzione un cittadino della ex Birmania che ha un marito straniero e figli che non sono cittadini birmani è ineleggibile. Aung San Suu Kyi era appunto sposata con il britannico Michael Aris, deceduto nel 1999, e ha due figli con cittadinanza britannica.
 
Il Myanmar non ha una Costituzione dal 1988. La giunta ha confermato di aver terminato la stesura della bozza da sottoporre a referendum, ma sul testo si sa ancora poco. Quello che è certo, è che garantirà ai generali un forte potere esecutivo e legislativo. Il documento, inoltre, è stato redatto senza consultare la Lnd, il partito che vinse le ultime elezioni libere del 1990 ma al quale non è mia stato permesso di insediarsi. Nonostante ciò Ibrahim Gambari - che lo scorso 18 febbraio ha iniziato l’ennesimo tour asiatico in cerca di sostegno dai governi regionali - sembra soddisfatto. L’annuncio della giunta, ha detto ieri, “è un significativo passo avanti che segna, per la prima volta, la determinazione di una tabella di marcia” verso la democrazia.
 
In visita in Cina, ieri Gambari ha chiesto a Pechino, importante socio commerciale e fornitore di armamenti al Myanmar, di aiutare il processo di pace, “inviando il giusto messaggio alle autorità per continuare a collaborare”. Il diplomatico nigeriano aspetta ancora l’approvazione del regime di Naypydaw per visitare il Paese ad aprile. 
 
 
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Onu contro la giunta birmana: progressi troppo "lenti"
18/01/2008
Medici nella casa di Aung San Suu Kyi, malata
06/11/2007
Myanmar: si dimette il rappresentante Onu
09/01/2006
Myanmar: al via il nuovo Parlamento, primo passo verso la democrazia
01/02/2016 08:58
Card. Bo: poligamia e conversione, “leggi nere” che minacciano il futuro del Myanmar
10/09/2015