16/03/2018, 09.58
CINA-VATICANO

L’Anno della verità? (Verità con caratteristiche cinesi?)

Card. Joseph Zen

Considerazioni del vescovo emerito di Hong Kong su quanto affermato in alcuni articoli a proposito dell’accordo tra Pechino e la Santa Sede.

Hon Kong (AsiaNews) - Alla fine, il buon p. Jeroom Heyndrickx, il “Padrino” degli “esperti di Cina”, se ne è uscito con il suo “2018 l'anno della verità” [riferendosi all’ “imminente” (?) Accordo Cina-Vaticano].

Potrei ignorare il “Rompere la fiducia” del (ora) famoso Francesco Sisci. Potrei resistere alla tentazione di rispondere all’affermazione di p. Michael Kelly (un esperto di storia della Chiesa?): “Il cardinale Zen ha torto”. Ma come posso ignorare p. Heyndrickx o astenermi dal reagire al suo patetico sermone?

In realtà, penso che sarebbe stato conveniente rispondere sia a Sisci che a Kelly, almeno brevemente, perché così avrei risposto, allo stesso tempo, ad alcuni dei punti principali dell'articolo di p. Heyndrickx.

Conosco Sisci. Ci siamo incontrati un paio di volte, molti anni fa. Il suo punto di forza nella vita è l’aver conquistato il cuore di una ragazza che, si dà il caso, è la figlia di un generale cinese. Questo gli ha permesso di fare avanti e indietro nei corridoi del potere a Pechino. Ma questo non lo rende un vero esperto in questioni cinesi, tanto meno un esperto in affari della Chiesa.

Per quanto riguarda il punto centrale del suo articolo, scritto insieme ad un certo Strazzari, ho da dire questo: mi sono dichiarato colpevole di violazione della riservatezza, ma l'ho fatto per assolvere il Santo Padre dalla responsabilità per quelle cose malvagie (sbagliate?) perpetrate dai suoi collaboratori nel suo nome (hanno in programma di fare il loro sporco lavoro in silenzio e lasciarci inghiottire il fait accompli).

Sì, sono convinto che la Santa Sede non sia sempre il Santo Padre. Fino a quando non vedo un accordo malvagio firmato, mi rifiuto di credere che possa essere reale.

Questo mi porta alla mia prima risposta a p. Heyndrickx. Egli richiama tutti ad “unirsi dietro il Papa, se...”. Ripete tuttavia che c'è un “se”. Confessa che “non sappiamo se il Papa in futuro...”. Sta solo facendo una profezia, quindi posso ancora sfidarlo. Solo se verrà apposta quella sciagurata firma, si vocifera il 23 o il 27 marzo, accetterò la sconfitta, andrò in pensione in silenzio e lascerò il podio a p. Heyndrickx per cantare la sua vittoria.

Fr. Kelly è tornato ai tempi in cui i monarchi cristiani avevano il potere decisivo nel nominare i vescovi. Ma ciò è, per fortuna, STORIA.

Egli ha menzionato anche il compromesso del Vaticano con le potenze naziste, fasciste e comuniste del blocco orientale. Tuttavia, nessuno dovrebbe, oggi, sentirsi orgoglioso di ciò (solo la salda fede del popolo ha potuto impedire alla Chiesa di crollare del tutto!). [La scorsa estate ho trascorso tre settimane presso la Chiesa di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca per un viaggio di studio].

Ora, l’attuale realtà STORICA che ci troviamo ad affrontare in Cina è questa: un “pusillus grex” (un piccolo gregge) perseguitato da una gigantesca potenza atea. Quello che sta accadendo in Cina dal 1949 ad oggi non ha precedenti nella STORIA.

È stato, fino a poco tempo fa, un “arrendersi o martirio” (senza che io spingessi per il martirio), e ora è “arrendersi (con l'incoraggiamento dal Vaticano) o tornare alle catacombe”.

Ma perché arrendersi? Il Vaticano non vede che molte chiese (edifici) sopravvivono nella comunità sotterranea, come ad esempio a Hebei e Fujian? Il Vaticano non sa che in città come Shanghai, molti sacerdoti celebrano la messa domenicale per i loro fedeli nelle case private? C'è ancora un certo grado di libertà per gli “uccelli fuori dalla gabbia”. Ma ora le cose cambieranno. Il Vaticano viene ad aiutare il governo a spingere tutti nella gabbia. Questa è una novità assoluta! Questo fa STORIA!

Questo mi porta alla mia seconda risposta a p. Heyndrickx. Egli sostiene che la firma dell'accordo sarebbe una benedizione perché permetterà ai fedeli cattolici in Cina “di celebrare apertamente la loro fede in una sola comunità”. “L'anno 2018 sarà l'anno della verità”, afferma.

Quale verità? Verità con caratteristiche cinesi? (Vorrei che Padre Heyndrickx leggesse la lettera pastorale del defunto vescovo Aloysius Jin sulla Verità. La verità non gode di buona salute o di alta stima al giorno d'oggi in Cina. Tutto è finto, dal cibo alla medicina. Non sei tenuto a dire la verità, dì solo quello che piace al capo).

“Celebrare apertamente la propria fede in una sola comunità”? Ma è meraviglioso! Dove però? In una chiesa iscritta all'Associazione patriottica, sotto sorveglianza delle telecamere, prestando ascolto ad un sacerdote che predica le ultime istruzioni dal Presidente-Imperatore in carica?! Quale altra possibilità? Di sicuro questo non è professare la fede in modo normale, come in ogni chiesa cattolica del mondo!

P. Heyndrickx ha imparato molto dai cinesi, che sono maestri nel giocare con le parole. Belle parole: “Per celebrare apertamente la loro fede in una sola comunità” e “ripristinare l'unità della Chiesa e la normalizzazione in Cina”. Che meraviglia che cosa “insolita” quali tragiche bugie! La Realtà è: le persone che per anni, nonostante ogni sorta di discriminazione e vessazioni, sono rimaste leali alla vera fede, sotto l'autorità del Papa, sono ora costrette dal Vaticano alla stessa “prigione”, guidati da funzionari del governo vestiti come i ministri di Dio. Devono gridare all'unisono: “Viva la Cina! Viva 中國天主教!” (zhongguo t!ianzhujiao)  (Religione del Signore del Cielo)! [Potrai non notare la contraddizione, come quando, invece, dici “Chiesa cattolica cinese” – Una Chiesa cinese indipendente non è più una Chiesa cattolica!].

P. Heyndrickx attribuisce il merito di questo “miracolo” alla “coraggiosa iniziativa di papa Francesco [ovviamente papa Benedetto (il confrontazionista?) non è il “suo” papa]. P. Heyndrickx è troppo umile. È lui che merita il premio per questo “grande successo”. Ora sta raccogliendo ciò che ha seminato negli ultimi dieci anni, con la complicità della Santa Sede, non appena è stata pubblicata la lettera del papa del 2007.

Egli ha estrapolato, fuori contesto, le parole “clandestinità non rientra nella normalità della vita della Chiesa”. Il testo completo nella lettera è al decimo paragrafo del capitolo VIII: “Alcuni di essi [i vescovi in Cina], non volendo sottostare a un indebito controllo, esercitato sulla vita della Chiesa, e desiderosi di mantenere una piena fedeltà al Successore di Pietro e alla dottrina cattolica, si sono visti costretti a farsi consacrare clandestinamente. La clandestinità non rientra nella normalità della vita della Chiesa, e la storia mostra che Pastori e fedeli vi fanno ricorso soltanto nel sofferto desiderio di mantenere integra la propria fede e di non accettare ingerenze di organismi statali in ciò che tocca l'intimo della vita della Chiesa”.

Essendo amico sia della Santa Sede che dell'Associazione Patriottica, egli ha potuto diffondere la sua interpretazione distorta della lettera del Papa in tutta la Chiesa in Cina: “Lasciamo che tutti vengano allo scoperto, non ci dovrebbe più essere la Chiesa sotterranea!”.

La sua ultima conquista: il vescovo di Lanzhou si è pubblicamente insediato lo scorso novembre. Un altro, il vescovo Wei Jingyi, è in lista d'attesa.

Un chiarimento sulla distinzione tra Riconciliazione e Unificazione è riuscito a farsi strada nel "compendio", ma solo dopo due anni, quando nella Chiesa sono già stati provocati irreparabili danni e confusione.

Non sottolineerò tutte le assurdità dell'articolo di p. Heyndrickx. Voglio solo ricordargli che la sua enfasi su “il Vaticano sa cos’è meglio” va contro l'enfasi di papa Francesco sulla periferia. Ricorda anche: andrai spesso in Cina, ma ogni giorno a Hong Kong la realtà cinese si manifesta davanti ai nostri occhi. Il prossimo mese sei il benvenuto ad Hong Kong, per vedere come verrà celebrato il 60mo anniversario della prima ordinazione episcopale illegale in Cina.

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