20/02/2018, 11.44
COREA
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L’abbraccio delle atlete della Corea unita, sconfitte in gara, ma ‘prime’ nella storia

Oggi hanno perso l’ultima partita conto la Svezia e sono finite al settimo posto. Le lacrime per l’imminente separazione. L’orgoglio della coach canadese: “I politici hanno preso la decisione esecutiva. Le nostre giocatrici e il nostro staff sono quelli che l'hanno fatta funzionare”. Atleta sudcoreana: spero che il nostro Paese sia fiero di noi: era una cosa più grande dell’hockey.

Gangenung (AsiaNews/Agenzie) – Quando l’arbitro ha decretato la fine della loro ultima partita, le atlete di hockey sul ghiaccio delle due Coree sono esplose in lacrime. È finita oggi l’avventura della prima squadra congiunta coreana nella storia delle Olimpiadi, quando la Corea unita è stata sconfitta dalla Svezia per 6-1 presso il Kwandong Hockey Centre di Gangneung.

Appena la partita si è conclusa, la giocatrice nordcoreana Hwang Chung-gum è corsa verso la sudcoreana Choi Ji-yeon, e le due si sono strette in un forte abbraccio. Il resto della squadra le ha raggiunte, formando un cerchio al centro dell’arena e urlando “Team Corea”. Nello stadio, molti tifosi coreani agitavano la bandiera con il simbolo della Corea unita, inneggiando: “Siamo una cosa sola”.

Dietro le lacrime delle atlete non c’è solo la settima posizione della squadra – che ha perso tutte e cinque le partite – ma l’imminente separazione delle inaspettate compagne; 12 nordcoreane e 23 sudcoreane. Pur non avendo molte occasioni d’incontro fuori dal campo, le ragazze hanno stretto forti legami, come raccontano loro stesse e come conferma la loro coach, la canadese Sarah Murray, che si definisce “molto orgogliosa” della sua squadra: “I politici hanno preso la decisione esecutiva. Le nostre giocatrici e il nostro staff sono quelli che l'hanno fatta funzionare”. L’allenatrice ha espresso il desiderio di continuare ad aiutare le atlete nordcoreane.

La squadra congiunta è stata istituita il 23 gennaio. In Corea del Sud, la decisione ha sollevato critiche perché considerata ingiusta verso le atlete sudcoreane. Le previsioni che la squadra avrebbe subito ingenti sconfitte si sono rivelate esatte. Marissa Brandt, atleta dalla doppia cittadinanza statunitense e sudcoreana, ha commentato di essere dispiaciuta della sconfitta, ma felice di aver “fatto storia a modo nostro”. “Spero che abbiamo dato una bella immagine di noi e che abbiamo reso il Paese fiero”, ha detto. “Era una cosa più grande dell’hockey”.

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