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» 12/07/2012 18:14
ARABIA SAUDITA - OLIMPIADI
L'Arabia Saudita svela i nomi delle sue due atlete che per la prima volta parteciperanno ai giochi olimpici
Sarah Attare gareggerà nelle gare di atletica, Wodjan Ali Seraj Abdulrahim in quelle di judo. La scelta delle atlete ha causato non poche difficoltà al comitato olimpico locale, che han faticato a trovare candidate con i requisiti necessari per partecipare alle olimpiadi.

Londra  (AsiaNews/ Agenzie) - L'Arabia Saudita fa i nomi delle due atlete che gareggeranno alle olimpiadi di Londra 2012:  Sarah Attar e Wodjan Ali Seraj Abdulrahim.  La prima competerà nella gara degli 800 metri, la seconda in quelle di judo. Finora nessuna delle due ha rilasciato dichiarazioni. La scelta delle atlete ha causato non poche difficoltà al comitato olimpico locale, che han faticato a trovare candidate con i requisiti necessari per partecipare alle olimpiadi.

Il regno saudita ha cancellato il bando delle donne dai giochi olimpici lo scorso 26 giugno. Il rischio era l'esclusione dalle competizioni per discriminazione sessuale. Lla decisione di re Abdullah ha scatenato un feroce dibattito fra la dinastia regnante custode dei luoghi sacri dell'islam e le autorità religiose, che accusano il monarca di aver violato le leggi coraniche.  Nel 2008 l'Arabia Saudita aveva consentito a Dalma Rushdi Malhas, nata negli Stati Uniti da genitori sauditi, di competere ai giochi di Pechino nelle gare di ippica.   

A febbraio Human Rights Watch aveva diffuso un rapporto sulle donne e lo sport nel Paese, chiedendo al governo saudita di rispettare il diritto delle donne a praticare un'attività sportiva e al Comitato olimpico internazionale di prendere provvedimenti contro l'Arabia Saudita.  La Carta Olimpica - che stabilisce il regolamento generale dei Giochi - prevede infatti l'esclusione del Paese che pratica un qualsiasi tipo di discriminazione. La norma in passato è stata applicata più volte: il Sudafrica, per esempio, non ha potuto partecipare alle competizioni dal 1964 al 1992 a causa dell'apartheid, mentre l'Afghanistan venne escluso dalle Olimpiadi del 2000 a causa dell'oppressione femminile sotto il regime dei talebani.

Sulla scia del caso saudita, anche altri due Paesi islamici, Qatar e Brunei, invieranno per la prima volta nella loro storia atleti donne ai giochi olimpici.  

In totale sono circa 10.500 le atlete che gareggeranno alle olimpiadi di Londra, rappresentando oltre 200 Paesi.

 


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pp. 176
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