» 15/06/2012 12:06 IRAN - SIRIA L'ascesa di al-Qaeda nel Mediterraneo più pericolosa del nucleare iraniano La provocazione è stata lanciata da Hassad Firouzabadi, capo di Stato maggiore iraniano. L'attività della rete terroristica è confermata da fonti diplomatiche ed esperti. Gli estremisti islamici interessati a impossessarsi delle armi chimiche e dei missili a media gittata di Assad.
Teheran
(AsiaNews/ Agenzie) - "La presenza di al-Qaeda in Siria e Libano è più pericolosa
delle bombe nucleari". E' la provocazione lanciata dal gen. Hassan Firouzabadi,
capo di Stato maggiore dell'esercito iraniano, in vista dell'incontro fra
Teheran e 5+1 (i membri
rappresentanti del Consiglio di sicurezza Onu - Stati Uniti, Russia, Cina, Gran
Bretagna e Francia, più la Germania) in programma nei prossimi giorni a
Mosca. Secondo il militare, il movimento terrorista islamico avrebbe già sostituito
il defunto Osama bin-Laden con un nuovo leader e spostato nel Mediterraneo le
sue truppe finora attive in Afghanistan, Iraq e Pakistan. E questo con la
complicità delle forze occidentali. Le dichiarazioni "faziose" di Firouzabadi
hanno però un loro fondamento di verità.
Negata per mesi da Onu e Paesi occidentali, la presenza di
uomini di al-Qaeda fra le fila dell'esercito libero siriano è stata denunciata
nei giorni scorsi da William Hague, segretario di Stato britannico e in maggio
dallo stesso Ban ki-moon, segretario generale dell'Onu. Notizie di miliziani
stranieri che tentano di passare il confine fra Turchia e Siria, con il
benestare della autorità di Ankara sono all'ordine del giorno. In un'intervista
rilasciata ad AsiaNews lo scorso 24
maggio, mons. Nazzaro, vicario apostolico ad Aleppo denunciava la presenza di forze straniere che non vogliono la pace in Siria. Il Paese
è ormai preda di guerriglieri provenienti da Tunisia, Libia, Turchia, Pakistan
e altri Stati islamici. Armi e denaro passano attraverso i confini e alimentano
questa spirale di violenza".
Chris Dobson, esperto di terrorismo e strategia militare,
ritiene che al-Qaeda avrebbe sfruttato la crisi siriana e libica e il sostegno
dei Paesi occidentali ai ribelli del Free
Syrian Army (Fsa) per far entrare i suoi uomini nel Mediterraneo.
"I terroristi - afferma - sono usciti dai loro nascondigli e risiedono ora
nelle basi dei ribelli del Fsa". Secondo Dobson, la Siria e il Libano sono in
una posizione ideale per lanciare attacchi contro i Paesi occidentali una volta
terminata la guerra contro il regime siriano. Alla rete di terroristi
farebbero gola gli arsenali militari di Bashar al-Assad, che contengono oltre
ad armi pesanti di fabbricazione russa, anche missili a media gittata, in grado
di abbattere arei di linea, e armi chimiche.
Lo scorso 13 giugno, il quotidiano britannico The Sun ha
pubblicato una foto e un filmato che ritraggono guerriglieri armati che
espongono la bandiera nera del movimento islamico. Le immagini mostrano un uomo
che brandisce una mitragliatrice pesante e un lancia razzi, mentre inneggia alla
guerra contro Assad. Il video è stato diffuso da un gruppo chiamato al-Nusra su un sito jihadista legato
al-Qaeda. Nei giorni scorsi un altro sito estremista ha pubblicato l'ultimo
messaggio di Abu Yahya al-Libi, N.2 della rete
terrorista, ucciso da un drone statunitense lo
scorso 5 giugnonell'area tribale
pakistana al confine con l'Afghanistan. In un filmato di 15 minuti, il leader lancia un appello a
tutta la Siria ad unirsi ad al-Qaeda nella battaglia per sconfiggere il regime.
"I siriani - afferma - devono abbandonare l'illusione di una fine pacifica del
conflitto. Essi devono combattere Assad e la cospirazione ordita dagli Stati
Uniti contro la rivoluzione islamica".