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» 06/06/2012
CINA - RUSSIA
L'asse Mosca-Pechino per ridurre l'influenza Usa in Asia
di Wang Zhicheng
Firmati 12 accordi e varato un fondo di investimento comune di 4 miliardi di dollari Usa. Colloqui con Ahmadinejad. Russia e Cina ribadiscono il sostegno al piano Annan sulla Siria. Intanto Pechino rafforza i rapporti economici con il Tajikistan: ricerche di gas nel sottosuolo; prestiti per strade; miniere di rame ed oro.

Pechino (AsiaNews) - Contratti economici, dichiarazioni comuni su Siria e Iran, prestiti e collaborazioni strategiche stanno riempiendo le giornate di Vladimir Putin a Pechino, in visita di Stato, e di Hu Jintao, nelle vesti di padrone di casa per l'incontro della Sco (Shanghai Cooperation Organization), il gruppo per la sicurezza e lo sviluppo dell'Asia centrale. E ciò avviene proprio mentre gli Stati Uniti hanno deciso di trasferire il 60% della loro flotta nell'area Asia-Pacifico e critica Mosca e Pechino per la loro posizione riguardo Assad.

HU e Putin ieri hanno firmato un accordo per incrementare il loro commercio fino a 200 miliardi di dollari Usa entro il 2020 (nel 2011 è stato di 83,5 miliardi). Alla presenza dei due capi di Stato sono stati firmati 12 accordi, compresa la creazione di un fondo di investimento comune del valore di 4 miliardi di dollari. Cina e Russia provvederanno ognuno per un miliardo; il resto dovrà essere raccolto da investitori internazionali.

I due hanno anche avuto colloqui sulla situazione del Nord Africa, della penisola coreana, della Siria e dell'Iran, esprimendo entrambi la loro contrarietà a qualunque intervento straniero in Siria e appoggiando il piano Annan.

All'incontro della Sco, che inizia oggi, è invitato anche il presidente iraniano Ahmadinejad, che avrà un colloquio con Putin. Russia e Cina sono stati sempre contrari alle sanzioni su Teheran a causa del programma nucleare, preferendo il dialogo diplomatico. Il 18-19 giugno, si terrà a Mosca un nuovo giro di colloqui fra l'Iran e le grandi potenze, alla ricerca di chiarezza sul programma nucleare iraniano che essi sospettano abbia risvolti militari. Teheran ha invece sempre rivendicato lo scopo pacifico delle sue ricerche sull'arricchimento di uranio.

Alla Sco è stato invitato anche il presidente afghano Hamid Karzai. Il gruppo dovrebbe discutere il futuro del Paese nella prospettiva del ritiro delle truppe Nato. Il portavoce di Putin, Dimitri Peskov, ha spiegato ai giornalisti che "poiché il numero di conflitti cresce, il nostro coordinamento e dialogo devono diventare più intensi. La Russia e la Cina sono decisi sostenitori di un mondo multi-polare e cercano di muovere tutti i sistemi delle relazioni internazionali verso questo modello multipolare".

La Sco, fondata nel 2001 per uan collaborazione sulla sicurezza e contro il terrorismo (islamico) è ormai divenuto un gruppo di cooperazione anche economica che abbraccia molti Paesi asiatici. Oltre a Russia e Cina, di essa fanno parte come membri, le repubbliche centro-asiatiche (Kazakistan, Tagikistan, Uzbekistan e Kirghizistan). India, Iran, Mongolia e Pakistan vi partecipano come osservatori; Bielorussia e Sri Lanka come partner. All'incontro di questi giorni, oltre all'Afghanistan - come osservatore - è invitata la Turchia come partner.

E proprio ieri la Cina ha rafforzato i suoi rapporti economici con il Tagikistan, per un progetto di ricerca di gas nel sottosuolo, un prestito di 50 milioni di dollari per una strada lungo il Pamir, un contratto per lo sfruttamento di miniere di rame e di oro.

Il Tagikistan è il più povero degli Stati dell'ex Unione sovietica, con una popolazione di 7,5 milioni, in maggioranza musulmani. La sua economia si basa sull'esportazione di cotone e alluminio, come pure sulle rimesse di oltre un milione di emigranti.


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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