15/07/2013, 00.00
CINA
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L'economia cinese rallenta ancora a 7,5%, il valore più basso da 20 anni

di Wang Zhicheng
L'Ufficio di statistiche afferma che gli indici "sono all'interno degli obbiettivi prefissati". Ma economisti e istituzioni premono per un cambiamento del modello economico, basato sullo sfruttamento a basso costo della manodopera e sull'export. La bolla dell'edilizia si gonfia sempre più.

Pechino (AsiaNews) -  La crescita cinese nel trimestre aprile-giugno è del 7,5% il valore più basso da oltre 20 anni. Nel precedente trimestre (gennaio-marzo) era del 7,7, evidenziando un rallentamento sempre più consistente, anche se gli analisti affermano che la riduzione era prevedibile. I dati sono stati pubblicati oggi dall'Ufficio statistico nazionale.

I motivi della discesa sono da attribuire anzitutto alla diminuzione della domanda di prodotti cinesi nelle economie statunitensi ed europee, in grande sofferenza, che hanno ridotto le importazioni. Il secondo motivo sta nel blocco operato dal premier Li Keqiang a prestiti bancari e a  nuovi stimoli finanziari. Nel 2008-2009, in piena crisi economica mondiale, la Cina ha lanciato un pacchetto di aiuti di 4mila miliardi di yuan (circa 500 miliardi di euro), creando un'alta inflazione e nelle banche crediti cattivi che rischiano l'insolvenza.

Un portavoce dell'Ufficio di statistiche afferma che "gli indici sono all'interno degli obbiettivi prefissati, ma ci troviamo in una situazione complessa".

In effetti la leadership ha stabilito per quest'anno una crescita del 7,5%, ma secondo molti analisti sarà difficile raggiungerla senza aprire di nuovo le borse del prestito.

Li Keqiang ha sottolineato varie volte che è tempo per l'economia cinese di riequilibrare l'economia, finora basata sempre su enormi investimenti - spesso improduttivi - e sull'esportazione di prodotti a prezzi concorrenziali, grazie al basso costo del lavoro.

Molte istituzioni economiche . fra cui la Banca Mondiale - hanno di continuo sollecitato la Cina a potenziale il mercato interno per salvarsi dalla riduzione dell'export, accrescere i salari per aumentare il consumo interno, frenare l'aiuto alle imprese statali  - fonte di corruzione fra i membri del Partito - e favorire le industrie private.

La pioggia di prestiti sulle imprese statali  (nei primi tre mesi del 2013 sono stati forniti 7500 miliardi di yuan) sta generando ancora una volta una ripresa dell'edilizia e un aumento dei prezzi delle case. Il tutto però sta creando una bolla nell'edilizia. In Cina, già oggi almeno il 50% delle nuove case costruite dal 2007 sono vuote e non acquistate.

Si calcola che tutte le costruzioni in atto possono ospitare almeno 200 milioni di persone, pari all'incremento della popolazione urbana per i prossimi 15 anni.

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