17/07/2014, 00.00
INDIA
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La Chiesa dell'India festeggia la ricostituzione della Compagnia di Gesù

di Errol Fernandes sj
Il 200mo anniversario cadrà il prossimo 7 agosto. Un gesuita indiano riflette sulla storia dell'ordine, dalle cause che hanno portato alla sua soppressione, fino alla sua restaurazione per opera di Pio VII.

Mumbai (AsiaNews) - Il prossimo 7 agosto anche in India, come nel resto del mondo, si celebrerà il 200mo anniversario della restaurazione della Compagnia di Gesù per opera di papa Pio VII. Il 16 agosto 1773 Clemente XIV aveva soppresso l'istituto con il breve apostolico Dominus ac Redemptor. Quarantuno anni più tardi Pio VII ricostituirà la Compagnia con la bolla papale Sollicitudo Omnium Ecclesiarum.

Il sacerdote gesuita p. Errol Fernandes sj si interroga sul ruolo che i gesuiti - in India e nel mondo - hanno nella società, e se la compagnia non abbia bisogno di un rinnovamento. Il sacerdote è un esperto di Sacre Scritture e new media, ed è vicepreside della sezione commerciale del St. Xavier's College di Mumbai.

"Se oggi la Compagnia di Gesù venisse soppressa - si domanda il gesuita indiano - verrebbe rimpianta o la vita proseguirebbe come sempre? I leader nazionali creerebbero un caso per farci restare, per via del nostro contributo al Paese? Un tempo eravamo conosciuti come i maestri di scuola dell'Europa, o come pionieri ed esploratori senza paura. Possiamo dire lo stesso oggi?".

Fondata da Ignazio di Loyola nel 1540, la Compagnia di Gesù affronta una serie di problemi nella seconda metà del XVIII secolo. Nonostante la loro strenua difesa del papato, i gesuiti vengono accusati dai gruppi più conservatori e ortodossi di interpretare in modo troppo liberale la fede, e criticati per la loro vicinanza a famiglie reali e personalità influenti in Portogallo, Spagna e Francia.

Questo genera un sentimento anti-gesuita, che condurrà prima all'espulsione della Compagnia da Brasile (1754), Portogallo (1759), Francia (1764), Spagna (e le sue colonie, 1767) e Parma (1768); poi alla soppressione dell'ordine per mano di papa Clemente XIV, nel 1773. Pur non essendo davvero in favore della soppressione, il nuovo pontefice cede alle pressioni di alcuni Paesi cattolici europei, che minacciavano la scissione con la Chiesa.

L'ordine di Clemente XIV prevede però che siano i vescovi locali a rendere attivo il Dominus ac Redemptor nelle loro regioni. Questo permette alla Compagnia di Gesù di sopravvivere in Russia e in Prussia: Paesi non cattolici, i cui governanti (rispettivamente Caterina la Grande e Federico il Grande) avevano però studiato dai gesuiti, riconoscendo nell'apostolato educativo dell'ordine una risorsa per la stabilità delle loro nazioni.

Proprio durante la soppressione della Compagnia, l'Europa attraversa gli sconvolgimenti della Rivoluzione Francese e delle guerre di Napoleone. La gente, prostrata dalla situazione, inizia ad auspicare un ritorno dei gesuiti nella loro forma originale. Pio VI, successore alla morte di Clemente XIV, vuole restaurare l'ordine, ma muore prima di poterlo fare.

Il nuovo papa Pio VII promette di ripristinare la Compagnia di Gesù in quelle nazioni che ne avrebbero fatta richiesta. Dalle Americhe all'Europa, tutti ne chiedono il ritorno. Imprigionato da Napoleone nel 1809, alla sua liberazione nel 1814 annuncia la ricostituzione dell'ordine, sancita con la bolla papale Sollicitudo Omnium Ecclesiarum. (NC)

 

 

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