18/01/2020, 08.00
IRAQ
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La Chiesa irakena festeggia l’ordinazione di due sacerdoti. Card Sako: seguite Cristo

A presiedere la cerimonia il primate caldeo, numerosi vescovi, sacerdoti, suore e numerosi fedeli. Nell’omelia il porporato ha sottolineato che ogni prete “deve essere come” Gesù, un padre “premuroso e gentile”. Rivolgendosi a p. Hanna e a p. Shamel ha ricordato che la preghiera aiuta a “superare le difficoltà”. 

Baghdad (AsiaNews) - Gesù “è il nostro esempio” in quanto sacerdoti e pastori, perché egli ha donato “la propria vita per il suo gregge”. Ogni vescovo e prete “deve essere come lui, un padre premuroso e gentile, distinto nella cura pastorale, nella saggezza e nella gioia”. È quanto ha sottolineato il patriarca caldeo, il card. Louis Raphael Sako, durante l’omelia della messa di ordinazione di due nuovi sacerdoti per la Chiesa irakena. La funzione si è svolta ieri mattina nella cattedrale di san Giuseppe, a Baghdad, e ha rappresentato un momento di gioia e festa per una comunità cristiana segnata - come il resto del Paese - da violenze e guerre per procura

Oltre al porporato erano presenti i due vescovi ausiliari, mons. Shlemon Warduni e mons. Basilio Yaldo. Alla funzione ha partecipato anche l’incaricato degli affari pontifici, i vescovi delle chiese sorelle Mar Youssef Aba, Mar Elia Isaac, oltre a numerosi sacerdoti, monaci, suore e fedeli. 

Rivolgendosi a p. Hanna Jihad Issa e a Shamel Khidr Salim, il primate caldeo che ha presieduto la concelebrazione eucaristica ha invitato i novelli sacerdoti a “seguire sempre” le orme di Cristo, sforzandosi di “vivere ciò che predichiamo”. Solo così, ha aggiunto il porporato, è possibile “stabilire la fiducia” con le persone. Infine, egli ha ricordato ai novelli sacerdoti e alla comunità “l’importanza della preghiera che illumina il nostro cammino” e aiuta a superare “le difficoltà”. 

Il card Sako ha concluso la funzione augurando ai novelli preti un servizio fecondo e costante per la Chiesa in Iraq, in queste circostanze difficili. Di seguito, un breve profilo dei due:

P. Shamel Khidr Salim
Nato a Mosul il 29 gennaio 1995, ha una sorella. I suoi genitori, come il resto della famiglia, ha dovuto lasciare la propria casa e le proprie terre nell’agosto del 2014 e fuggire in seguito all’ascesa dello Stato islamico (SI, ex Isis). Essi hanno trovato rifugio ad Ankawa, nel Kurdistan irakeno, dove vivono ancora oggi. Il novello sacerdote ha conseguito una laurea in Filosofia e teologia presso il Pontificio collegio di Babilonia. Ha inoltre trascorso un anno di studi in Italia, presso il monastero francescano di Assisi fra settembre 2018 e il giugno 2019. La nomina a diacono risale al 18 ottobre scorso, sempre per mano del patriarca Sako.

P. Hanna Jihad Issa
P. Hanna è nato l’8 agosto 1990, ha due fratelli e quattro sorelle, oltre ai genitori. Ha conseguito una laurea in Economia aziendale presso l’università di Dohuk nell’anno accademico 2013-2014 e ha insegnato alla scuola superiore Manchesh. Il neo prete ha partecipato al corso teologico negli anni 2009-2011 e può vantare una notevole cultura personale. Anch’egli è stato ordinato diacono il 18 ottobre scorso dal primate caldeo.

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