24 Aprile 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 20/08/2012 13:07
RUSSIA
La Chiesa ortodossa perdona (in ritardo) le Pussy Riot e i russi ora vogliono solo dimenticare il caso
di Nina Achmatova
I russi provano "fastidio" per "l'eccessiva" attenzione al caso, che ha cambiato le abitudini linguistiche. Anche fra i critici di Putin, insofferenza e vergogna per una vicenda che ha screditato l'immagine del Paese all'estero. Secondo un sondaggio, il 79% delle persone conosce il caso e per oltre un terzo le giovani hanno "infranto la morale".

Mosca (AsiaNews) - Mentre i media e l'opinione pubblica internazionali continuano a dedicare pagine e dibattiti alla vicenda delle Pussy Riot, le tre punk femministe condannate a due anni per "teppismo motivato da odio religioso" per la loro performance anti-Putin nella cattedrale di Mosca, la maggior parte dei russi inizia a provare fastidio su quella che reputano un'eccessiva attenzione al caso. Da quando, il 17 agosto, è stata pronunciata la sentenza, le Pussy (come sono chiamate in forma breve in Russia) sono state argomento di discussione tra amici e conoscenti un po' in tutta la Federazione. In molti, anche tra la cosiddetta classe media che critica il presidente Vladimir Putin, mostrano insofferenza e vergogna per una vicenda che ha ulteriormente screditato l'immagine del Paese all'estero. Masha Dubinskaja, architetto 28enne di Veliki Novgorod, racconta ad AsiaNews che il caso ha addirittura "cambiato le abitudini linguistiche" dei russi, che ora non usano più il popolare vezzeggiativo "pussik" con cui ci si appella tra fidanzati (simile all'italiano 'tesoro'), per evitare l'associazione alle scandalose ragazze.

Secondo un sondaggio del centro indipendente Levada, il 79% dei russi è a conoscenza del caso e oltre un terzo di loro ritiene che le ragazze abbiano infranto le norme della morale. Il 53% (su un campione di 1.600 intervistati) crede che ognuno abbia diritto di criticare pubblicamente il Patriarcato di Mosca, ma non in chiesa. A febbraio le Pussy hanno inscenato una "preghiera punk" nella cattedrale di Cristo Salvatore, chiedendo alla Vergine di liberare il Paese da Putin, di lì a poco rieletto capo del Cremlino. Secondo il 38% degli intervistati, la performance ha offeso più la morale pubblica, che il presidente (9%). Proprio quello che hanno sostenuto la Procura e il tribunale Khamovnichevsky nel formulare la sentenza di condanna. La detenzione, però, è una pena giudicata eccessiva dal 43% degli intervistati - sempre secondo Levada - mentre solo il 4% si è espresso a favore di un'assoluzione.

La Chiesa russo-ortodossa, fin dall'inizio mostratasi molto severa con le giovani e per questo fortemente criticata anche dagli stessi fedeli, ha poi scelto il silenzio fino alla fine del processo. Il "perdono" delle ragazze è arrivato solo dopo il verdetto, con una dichiarazione ufficiale del Patriarcato in cui si chiede alle autorità russe "misericordia nei limiti della legge". Ma la ferita interna alla comunità ortodossa è ormai aperta. Il 19 agosto, il diacono Sergy Baranov dell'eparchia di Tambov - Russia sud-occidentale - ha scritto una lettera aperta al Patriarca Kirill, spiegando la sua decisione di lasciare il sacerdozio come segno di protesta contro un verdetto che è stato "dettato da un tribunale ecclesiastico".  Le gerarchie ortodosse hanno respinto le accuse ed espresso dispiacere per la scelta di Baranov. "E' un'assurdità", ha commentato l'archimandrita Savva (Tutunov) del Patriarcato di Mosca.

Dalla pioggia di critiche il Cremlino si è difeso, ricordando che leggi  analoghe a quelle su cui si è basata la condanna delle tre imputate vengono applicate anche in altri Paesi come, per esempio, la Germania. Il codice penale tedesco - ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri, Alexander Lukashevich, in una dichiarazione online - prevede condanne fino a tre anni di carcere per "disturbo del culto religioso" e "abuso di denominazione".

La sentenza è stata bollata come "sproporzionata" da Usa, Ue e Germania, a cui si sono uniti in coro le star del mondo della musica e i difensori dei diritti umani. Per ora, invece, nessuna dichiarazione ufficiale né da parte del Vaticano, né della Chiesa cattolica in Russia. A notare il silenzio della Chiesa di Roma, il quotidiano Nezavisimaja Gazeta, sorpreso dal fatto che il Papa non abbia mostrato solidarietà al Patriarca su un tema come la difesa della cristianità, così caro a entrambi i leader religiosi.

 

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
01/12/2012 RUSSIA
Legge contro la blasfemia, Putin rimanda l’adozione del testo in primavera
08/08/2012 RUSSIA
Pussy Riot, chiuso il processo. Sentenza attesa il 17 agosto, rischiano tre anni di carcere
di Nina Achmatova
17/08/2012 RUSSIA
Mosca, Pussy Riot colpevoli di teppismo motivato da odio religioso: due anni di prigione
23/12/2013 RUSSIA
Liberata Maria Alyokhina, una delle Pussy Riot
27/08/2012 RUSSIA
Intolleranza: quattro croci divelte con motosega in due regione russe
di Nina Achmatova

In evidenza
ITALIA - ASIA
Pasqua, la vittoria sulla morte e l'impotenza
di Bernardo Cervellera
SIRIA
Gesuita siriano: Mi manchi, p. Frans. Hai ispirato tutti noi
di Tony Homsy*Un giovane sacerdote della Compagnia ricorda la vita e l'operato di p.Frans van der Lugt, ucciso a Homs dopo aver rifiutato di abbandonare la popolazione piagata da fame e guerra: "Ha dato e continua a dare tutto per la Chiesa, per la Siria, per la pace. La sua testimonianza e le sue doti ne hanno fatto un missionario e un testimone del Vangelo eccezionale". Per gentile concessione del "thejesuitpost" (traduzione a cura di AsiaNews).
FRANCIA - IRAQ
Patriarca caldeo: il futuro fosco dei cristiani d'Oriente, ricchezza in via di estinzione per Occidente e Islam
di Mar Louis Raphael I SakoLe guerre in Iraq, Libia e Afghanistan hanno peggiorato la condizione dei popoli, in particolare le minoranze. Le politiche fallimentari promosse dall'Occidente. Cresce il fondamentalismo, la Primavera araba svuotata dagli estremismi. Il ruolo delle autorità musulmane nella tutela di diritti e libertà religiosa. La presenza dei cristiani in Medio oriente è fondamentale per i musulmani.

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate