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  • » 07/11/2005, 00.00

    THAILANDIA

    La Chiesa thailandese ricorda la "Nostra Aetate"

    Weena Kowitwanij

    Il dialogo interreligioso ma anche quello con l'intellighenzia culturale di ogni società "sono alla base della convivenza pacifica fra cattolici e buddisti".  

    Bangkok (AsiaNews) – I cattolici e la Chiesa in Thailandia "vivono in maniera serena ed armoniosa con la maggioranza buddista" perché "entrambi comprendiamo ed applichiamo gli insegnamenti alla base delle nostre fedi". Con queste parole il cardinale Michai Kitbunchu, arcivescovo di Bangkok, ha ricordato il 40° anniversario della promulgazione della dichiarazione conciliare Nostra Aetate.

    Il porporato ha ricordato ai fedeli "la necessità di un dialogo con i fedeli di religioni differenti" ed ha citato l'esempio del "Buddhataspikku", seguace fedele di Buddha, che una volta disse: "Noi, fedeli di ogni religione, possiamo vivere in pace nel momento in cui mettiamo in pratica gli insegnamenti delle nostre fedi".

    Padre Chusak Sirisudh, direttore del Centro ricerche su religione e cultura, sottolinea: "Il dialogo interreligioso non è l'unica missione della Chiesa thailandese, ma rientra nei 3 principali compiti delle Chiese asiatiche: il dialogo interreligioso; il dialogo con l'intellighenzia delle culture locali ed il dialogo con i poveri".

    P. Sirisudh spiega che "in un'ottica di scambio spirituale e di conversazione, i cristiani dovrebbero avere sempre l'umiltà e la gentilezza del loro Maestro e non porsi in maniera arrogante o provocatoria, per esaltare uno e mortificare un altro". "In un'ottica di sviluppo di relazioni positive fra fedeli di diverse religioni – aggiunge –dovremmo aprire i nostri cuori per ascoltare gli altri, rispettarli e cercare di capire cosa sia in disaccordo con i nostri dogmi, così come ordinato dal comandamento di Dio di amare i fratelli e le sorelle".

    "La situazione mondiale e quella del Sud della Thailandia – conclude – impongono un immediato ed efficiente dialogo fra le religioni. Non bisogna permettere alle differenze religiose o culturali di dividerci e portarci a distruggere la pace". La parte meridionale del Paese è afflitta da scontri separatisti fra musulmani e buddisti. Nelle 3 province a maggioranza musulmana - Narathiwat, Yala e Pattani – le violenze hanno ucciso oltre 1.100 persone da gennaio.

    In Thailandia il 95% dei 62 milioni di abitanti è buddista, il 4% musulmano e l'1% cristiano di varie confessioni. I cattolici sono meno di 300 mila.

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