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» 26/04/2007 10:46
CINA - GIAPPONE
La Cina è ora il primo partner commerciale del Giappone
A marzo gli scambi tra i due Paesi hanno superato quelli di Tokyo con gli Stati Uniti. La vicinanza, l’interesse di Tokyo per il lavoro a basso costo e l’immenso mercato cinese e quello di Pechino per gli investimenti e gli impianti ecologici giapponesi, fanno prevedere una stabile “alleanza” commerciale.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina ha superato gli Stati Uniti come primo partner commerciale del Giappone. Analisti osservano che i rapporti tra le due potenze possono solo aumentare, considerati gli attuali buoni rapporti politici, dopo anni di contrasti.

Gli scambi bilaterali sono stati di 25,43 trilioni di yen (210 miliardi di dollari) dall’aprile 2006 al marzo 2007. La Cina insieme a Hong Kong aveva già superato gli Stati Uniti dal 2004, ma ora il dato è riferito alla sola Cina. Nel 2006 sono aumentate del 21,2% le esportazioni dal Giappone, specie per i componenti elettronici. Le importazioni dalla Cina sono salite del 13%, specie per gli indumenti.

Le relazioni tra i due Paesi sono state problematiche negli ultimi anni e sono migliorate solo nell’ottobre 2006 con la visita a Pechino del premier nipponico Shinzo Abe, seguita dal viaggio del premier Wen Jiabao a Tokyo questo mese.

Denis Kawan, esperto economico di Hong Kong, osserva che “le ditte giapponesi hanno trasferito in Cina i loro impianti ed ora vi esportano i semiconduttori o altri componenti dove sono assemblati nel prodotto finale e poi riportati in Giappone o venduti altrove”. “La Cina sta anche diventando il maggiore consumatore dei prodotti giapponesi. Le due economie sono sempre più interdipendenti”.

Esperti osservano che questa collaborazione economica può solo aumentare, anche perché Tokyo trae vantaggio dal basso costo del lavoro e dall’immenso mercato cinese, mentre Pechino ha necessità di investimenti esteri ma anche di fabbriche che non inquinino e il Giappone è leader nel settore. Si configura una vera alleanza commerciale, con reciproco vantaggio contro la concorrenza di Stati Uniti ed Europa.


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