30/01/2007, 00.00
CINA
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La Cina investe 30 miliardi di euro nella ricerca

Spesi 300 miliardi di yuan nel 2006, pari a l’1,4% del Prodotto interno lordo. Si investe in ricerca spaziale e armamenti d’avanguardia, ma anche in nuove tecnologie, medicina (Aids, staminali) ed energia. Intanto aumenta la qualità degli studi cinesi, in molti campi ormai pari ad Europa e Giappone.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Le spese per la ricerca e lo sviluppo sono state in Cina nel 2006 di 300 miliardi di yuan (circa 38,58 miliardi di dollari), con un aumento del 22%. In settori come la nanotecnologia Pechino è all’avanguardia.

Ieri Xu Guanhua, ministro per Scienze e tecnologia, ha detto durante una conferenza a Pechino che la spesa per ricerca e sviluppo rappresenta circa lo 1,4% del Prodotto interno lordo. Nel 2007 prevede un grande impegno nello studio dell’ambiente marino e delle fonti di energia rinnovabili. Tra i maggiori progetti che saranno completati nell’anno, ci sono l’esplorazione lunare, lo studio di una grande portaerei, la cura per l’HIV/Aids, le trasmissioni wireless di nuova generazione.

Xu ha spiegato che buona parte dei fondi sono destinati alle università, specie per ricerche interdisciplinari come la nanotecnologia e le cellule staminali. Si prevede anche di sperimentare in decine di villaggi e piccole città i modelli studiati per un’agricoltura moderna.

Secondo i dati del ministero, la Cina ha 35 milioni di persone che si occupano di scienza e tecnologia e 1,36 milioni di persone impegnate in programmi di ricerca, seconda solo agli Stati Uniti. Nel 2005 l’80% dei ricercatori aveva meno di 45 anni. Sono state create 253 zone per lo sviluppo dell’altra tecnologia (hi-tech) con un investimento di 80 miliardi di yuan, che contribuiscono per il 9% al valore aggiunto industriale del Paese.

Il grande impegno ha anche portato un rapido aumento della qualità dei lavori. I resoconti e gli articoli cinesi accettati dallo Science Citation Index (che riporta le principali pubblicazioni scientifiche internazionali) è pari a quello di Gran Bretagna, Germania e Giappone, mentre in campi come la nanotecnologia le pubblicazioni cinesi sono tra le più apprezzate nel mondo.

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