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» 09/03/2011
CINA
La Cina spenderà 1.300 miliardi di yuan per frenare il caro-mattone
Crescono ancora i prezzi delle case, nonostante le iniziative contrarie del governo. Pechino annuncia la costruzione di 10 milioni di nuove abitazioni destinate alle famiglie a basso reddito.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Nel 2011 la Cina spenderà circa 1.300 miliardi di yuan (142,4 miliardi di euro) per costruire 10 milioni di appartamenti destinati a cittadini con basso reddito che non possono pagare i prezzi delle case, trascinati in alto da una speculazione selvaggia. Lo ha annunciato oggi Oi Ji, vice ministro per lo Sviluppo dell’Abitare e Urbano-Rurale, che si è scagliato contro gli speculatori, che hanno portato il mercato immobiliare a prezzi “irragionevoli”.

“Il problema dei prezzi immobiliari – ha promesso – sarà risolto in modo graduale con l’esecuzione delle politiche del governo e maggiori responsabilità dei governi locali”. Peraltro le autorità pubbliche forniranno oltre 500 miliardi di yuan, mentre il resto sarà versato dalle ditte e dalle famiglie beneficiarie del programma. Inoltre ci saranno finanziamenti agevolati, sussidi ed esenzioni fiscali per chi si costruisce la propria casa.

I prezzi delle case sono cresciuti a dicembre per il 19mo mese consecutivo, anche se esperti dicono che per febbraio si prevede nelle grandi città un ulteriore aumento medio di solo lo 0,5%, il minimo da agosto. Gli interventi del governo finora hanno avuto scarso impatto, come a gennaio l’aumento delle imposte minime per la seconda casa e l’introduzione di nuove tasse a Shanghai e Chongqing dove i prezzi sono maggiori. Gli stessi esperti sono divisi circa l’efficacia dell’attuale politica, tra chi prevede una prossima caduta dei prezzi e chi stima che continuerà la crescita, anche per la continua migrazione verso le grandi città.

Nei giorni scorsi il premier Wen Jiabao, parlando all'Asemblea Nazionale del Popolo, aveva annunciato l’intenzione del governo di intervenire “con risolutezza” per controllare il mercato immobiliare e fermare la speculazione anche con “severe punizioni” contro le irregolarità e con una politica di crediti agevolati ed esenzioni fiscali.

L’alto prezzo delle case, insieme con i continui aumenti di generi di consumo essenziali come gli alimenti, sta erodendo il reddito del ceto medio. Il governo teme l’esplodere di proteste per problemi sociali. Peraltro finora Pechino non è riuscita a frenare la speculazione nel mercato immobiliare: persino grandi ditte statali sono accusate di utilizzare una parte importante dei loro fondi per compiere simili speculazioni.


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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