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» 06/07/2006
Corea del nord – corea del sud
La Corea del Nord è pronta a lanciare nuovi missili

L'annuncia il ministero degli Esteri di Pyongyang. Il ministero della Difesa sudcoreano parla di tre o quattro missili di corta e media gittata. Divisione al Consiglio di Sicurezza Onu, che non ha ancora adottato una linea comune per risolvere la crisi. Manifestazioni di protesta a Tokyo e Seoul.



Seoul (AsiaNews) – La Corea del Nord ha ancora tre o quattro missili sulle rampe di lancio e in un comunicato del ministero degli Esteri  si dice pronta a nuovi test militari. La dichiarazione di Pyongyang conferma quanto sostenuto ieri da Yoon Kwang-ung, ministro sudcoreano della Difesa.

Secondo la stampa internazionale, i nuovi missili sarebbero di corta o di media gittata ed il loro lancio è annunciato dalla Corea del Nord. "Le nostre forze armate - dice il comunicato del ministero degli Esteri - proseguiranno i lanci sperimentali di missili". Il governo nordcoreano ha già bandito la navigazione al largo di alcune zone della sua costa per l'11 luglio.

Pyongyang ha effettuato nella notte fra il 4 ed il 5 luglio scorso 7 test missilistici e, anche se questi non hanno provocato alcun danno, ha scatenato un'ondata di proteste da parte della comunità internazionale. I lanci sono avvenuti nonostante le minacce di Stati Uniti e Giappone ma anche a dispetto delle richieste di Cina e Russia, alleati tradizionali del regime stalinista.

La questione – di cui sta discutendo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – potrebbe trovare una soluzione sul tavolo dei colloqui a sei per il disarma nucleare, che Pyongyang diserta da mesi, o tramite un incontro privato fra Stati Uniti e Corea del Nord, che Washington tende a rifiutare.

Il presidente Usa George W. Bush, dopo aver definito il lancio dei sette missili "una provocazione alla comunità internazionale", ha aggiunto che il ricorso a tali  armi ''non diminuisce il desiderio americano di risolvere questo problema, non tramite contatti diretti e bilaterali con la Corea del Nord, ma al tavolo dei sei: lì, il governo nordcoreano può unirsi alla comunità delle Nazioni e dare prova di voler creare un futuro positivo per il proprio popolo. E' una scelta che loro debbono fare".

L'auspicata riunione da parte dell'Onu sembra però non essere vicina: Pechino e Mosca si sono opposte alle "sanzioni dure ed immediate" chieste da Stati Uniti e Giappone e sono pronte a presentare una proposta di "canale diplomatico a tre" per cercare di calmare le acque.

Nel frattempo, nelle strade di Tokyo e Seoul sono in corso da ieri violente manifestazioni di protesta contro Pyongyang.


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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