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  • » 31/01/2011, 00.00

    KAZAKHSTAN

    La Corte costituzionale kazaka boccia il referendum su Nazarbayev, ma spetta a lui l’ultima parola



    La “spontanea” proposta popolare, approvata dal parlamento che ha un solo partito, prevede che il presidente, in carica dal 1991, possa rimanervi fino al 2020. La Corte dice che è incostituzionale, ma che l’ultima decisione spetta al capo dello Stato.
    Astana (AsiaNews/Agenzie) – La Corte costituzionale del Kazakhstan ha oggi dichiarato “non conforme alla Costituzione” il referendum che dovrebbe proporre la proroga al 2020 del mandato del presidente Nazarbayev. Ma ha rinviato allo stesso presidente la decisione finale.
     
    Il presidente della Corte, Igor Rogov, infatti, dopo aver affermato che la legge adottata dal parlamento il 14 gennaio che prevede un referendum per permettere l’ulteriore prolungamento della presidenza di Nazarbayev non è conforme alla Costituzione, ha aggiunto che “è il capo dello Stato che decide in ultima istanza sulla questione del referendum”.
     
    Nazarbayev, dal 1984 direttore generale del Consiglio dei ministri della Repubblica socialista sovietica del Kazakhstan, è presidente fin dalla nascita dello Stato, nel 1991. L’idea di una consultazione popolare per prolungare il suo mandato è stata lanciata “spontaneamente” a fine dicembre e ha ottenuto un grandissimo sostegno, con la raccolta ufficiale di cinque milioni di firme, su 16 milioni di abitanti. 
     
    La legge adottata dal parlamento - nel quale è presente solo il partito del presidente – è stata sottoposta al parere della Corte da Nazarbayev il 17 gennaio. Il 28, nel corso dell’annuale discorso alla nazione, il presidente, che ha 71anni, ha detto che intende restare in carica “finchè la salute glielo permetterà”.
     
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