07/04/2015, 00.00
CAMBOGIA

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La Pasqua di Lay, strumento dell’amore di Dio per il prossimo

di p. Mario Ghezzi
Il giovane cambogiano ha 17 anni, non è ancora cristiano ma sta imparando a conoscere Gesù nella piccola comunità di Ampau Prey. Nato in una famiglia molto povera, può studiare grazie alla generosità di una donna cattolica. Un suo gesto diventa segno della “logica della Provvidenza e della Resurrezione”. Da grande sogna di fare il medico per aiutare gli altri.

Phnom Penh (AsiaNews) - In occasione della Pasqua, AsiaNews pubblica testimonianze di sacerdoti e laici provenienti dal continente asiatico. Di seguito la lettera scritta da p. Mario Ghezzi, missionario del Pontificio istituto missioni estere (Pime) da 15 anni in Cambogia. 

Lay ha 17 anni (nella foto). Viene dal Lago 94, una delle zone più povere che abbia mai visto, una periferia del mondo dove non arriva nessun tipo di servizio che sia acqua, elettricità, fogna, strade, scuole o pagode; semplicemente nulla oltre a 150 famiglie che le onde più violente della vita hanno buttato lì. Lay non é ancora cristiano, sta imparando a conoscere Gesù attraverso la piccola comunità di Ampau Prey, dove vado ogni domenica.

Qualche anno fa esce dal Lago 94 grazie alla bontà di Thary, una signora cattolica, che ha "adottato" una trentina di questi dimenticati dal mondo, ma non da Dio, e li ha portati ad Ampau Prey per poterli mandare a scuola. Lay inizia una vita nuova fatta di impegno quotidiano, cura della propria persona, della pulizia dei luoghi dove vive, delle relazioni interpersonali da gestire e da coltivare, di studio serio e costante e di una conoscenza lenta e graduale della vita cristiana, del modo di vivere da cristiani.

Ad un certo punto scopre di avere problemi di vista ma non osa dirlo a Thary, perché sta già ricevendo molto da lei, troppo rispetto a quanto poteva aspettarsi dalla vita. Quindi decide di tacere e di risparmiare cinque dollari per comprarsi un paio di occhiali. Passa qualche mese e la fatidica cifra è raggiunta. Parte in bicicletta e pedala sotto il sole cambogiano per 20 chilometri per raggiungere la città di Ta Khmau dove si trova il primo ottico disponibile. Entra e chiede il costo di un paio di occhiali, i più economici ovviamente.

L'ottico risponde con una parola che per Lay deve aver suonato come un sconfitta insuperabile: sette dollari, a meno non si compra nulla! Sconsolato esce dall'ottico, si guarda intorno e vede un povero seduto e affamato. Non pensa alla piccola sconfitta che ha appena ricevuto: mette le mani in tasca, tira fuori i 5 dollari e li dà al povero…

L'oculista vede la scena e, colpito, richiama Lay in negozio e gli regala un paio di occhiali... Ecco come funziona la logica della Provvidenza e della Resurrezione. Questa è una Pasqua semplice che si è consumata ed è fiorita nella semplicità di questo ragazzo e del suo gesto di gratuità; Dio poi ha pensato a come ricompensarlo. E cosa si sarà mosso nel cuore del giovane ottico che è rimasto coinvolto a sua insaputa in questa Pasqua di Resurrezione accaduta nel suo negozio? La testimonianza che Dio ci chiede di dare ha i toni e la forza di questa semplicità disarmante. Ha i colori del silenzio di Gesù davanti a Pilato e alla folla, che di fronte a urla e minacce dice: i miei occhiali non sono nulla di fronte alla fame di questo povero.

Quest'anno Lay finirà le scuole medie, poi lo manderemo a Phnom Penh per il liceo; deve ricevere una buona educazione perché sogna di fare il medico. Speriamo di poterlo aiutare perché un medico con un cuore così in Cambogia non si trova tutti i giorni.

Buona Pasqua a tutti.

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