12/03/2018, 13.33
VATICANO

La Quaresima ‘occasione propizia’ per aiutare i cristiani di Terra Santa

L’appello della Congregazione per le Chiese orientali. Nell’anno passato la “Colletta” ha permesso interventi di conservazione, come il restauro delle basiliche del Santo Sepolcro a Gerusalemme e della Natività a Betlemme. Poi interventi per la formazione di sacerdoti, religiosi e suore, la costruzione di case per giovani coppie e di alloggi per pellegrini.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La Colletta per i cristiani in Terra Santa è “un’occasione propizia per essere uno con i nostri fratelli della Terra Santa e del Medio Oriente da dove, purtroppo, il grido di migliaia di persone che sono prive di tutto, talvolta persino della propria dignità di uomini”. Lo scrive la Congregazione per le Chiese orientali nell’appello col quale invita a rinnovare anche quest’anno la raccolta di fondi che sostengono la vita dei cristiani nella terra ove visse Gesù.

Nel documento, a firma del card. Leonardo Sandri e di mons. Cyril Vasil, S.I., prefetto e segretario del dicastero, si indicano “con particolare attenzione” le due Basiliche, quella della Natività a Betlemme, costruita sulla grotta dove è nato Gesù, e la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, costruita sulla tomba di Gesù”, come luoghi per meditare sulla incarnazione di Gesù che da Dio si è fatto uomo. “Ambedue le Basiliche, grazie alla collaborazione e generosità di tantissime persone di buona volontà sono state restaurate l’anno scorso. Edificare la Chiesa di Terra Santa, nei suoi edifici di culto e nelle sue pietre vive, che sono i fedeli cristiani, quindi, è responsabilità di tutte le Chiese particolari della Cristianità, consapevoli che la fede cristiana ha avuto il suo primo centro propulsore nella Chiesa Madre di Gerusalemme”.

La comunità cattolica di Terra Santa, “nei suoi variegati volti”, prosegue l’appello, “ha la speciale vocazione di vivere la fede in un contesto multi-religioso, politico, sociale e culturale. Nonostante le sfide e insicurezze, le parrocchie proseguono il loro servizio pastorale con attenzione preferenziale per i poveri; le scuole luoghi di incontro tra cristiani e musulmani preparano insieme, lo speriamo contro ogni speranza, un futuro di rispetto e di collaborazione; gli ospedali e gli ambulatori, gli ospizi e i centri di ritrovo continuano ad accogliere sofferenti e bisognosi, profughi e rifugiati, persone di ogni età e religione colpite dall’orrore della guerra”.

“Non possiamo dimenticare le migliaia di famiglie, tra cui bambini e giovani, scappati dalla violenza della guerra in Siria e Iraq, molti dei quali in età scolare, che si appellano alla nostra generosità per riprendere la vita scolastica e così poter sognare un futuro migliore. Un ricordo particolare, in questo momento, va alla piccola comunità cristiana del Medio Oriente che continua a sostenere la fede tra gli sfollati in Iraq e Siria, o tra i rifugiati in Giordania e Libano assistiti dai loro pastori, religiosi e volontari dei vari Paesi”. “Dimostriamo loro la nostra vicinanza, concretizzata attraverso la nostra costante preghiera e mediante un aiuto economico, in particolare dopo la liberazione della Piana di Ninive. Molti cristiani iracheni e anche siriani vogliono ritornare alla propria terra dove le loro case sono state distrutte; con scuole, ospedali e chiese devastati. Non lasciamoli soli”.

Al documento sono allegati i resoconti delle iniziative sostenute grazie alla Colletta che nell’anno 2017 ha raccolto US$ 5.531.899,22 e EUR 1.423.251.

Così, sono stati dati contributi “ai seminari, alle case di formazione religiosa e istituzioni culturali nei territori di competenza, sostenendo sotto varie forme (borse di studio, tasse universitarie e ogni altra necessità sanitaria) anche a Roma, giovani seminaristi e sacerdoti, religiosi e religiose e, compatibilmente con i fondi disponibili, alcuni laici. Il nuovo collegio aperto due anni fa per ospitare le religiose che provengono da diversi paesi orientali, accoglie 27 studentesse. Sono circa 300 gli studenti, che beneficiano della borsa di studio, ospiti in 7 collegi di competenza del Dicastero”.

“Inoltre, il Dicastero contribuisce al sostentamento del Pontificio Istituto Orientale, istituzione accademica superiore con due facoltà, Scienze Ecclesiastiche Orientali e Diritto Canonico Orientale”. Il totale della voce “formazione” ammonta a 600mila dollari e 2.236.810 euro.

Tra le altre voci di spesa, da segnalare i 783.000 dollari e 5mila euro per sacerdoti e diaconi, religiosi e religiose, seminaristi in Siria.

Da parte sua, la Custodia di Terra Santa, dà una panoramica delle spese sostenute per la conservazione e la rivitalizzazione dei luoghi santi del cristianesimo nella Terra di Gesù e in tutto il Medio Oriente. Tra i vari obiettivi della missione francescana, si ricordano il sostegno e lo sviluppo della minoranza cristiana che vi abita, la conservazione e valorizzazione di aree archeologiche e santuari, l’intervento nei casi di emergenza, la liturgia nei luoghi di culto, le opere apostoliche e l’assistenza ai pellegrini.

Tra le tante, appaiono di particolare rilievo il restauro della tomba del Cristo Risorto, nella basilica del Santo Sepolcro, realizzato in collaborazione con le comunità Greco-Ortodossa e Armeno Apostolica e con le autorità civili. Sempre a Gerusalemme, tra le tante opere, la realizzazione, in corso del Terra Sancta Museum, un moderno centro museale per la valorizzazione del patrimonio artistico, archeologico e culturale cristiano di Terra Santa.

A Betlemme, i lavori “in stato molto avanzato” per il restauro della Basilica della Natività, in collaborazione con le altre comunità ecclesiali presenti e l’ANP. A Emmaus la ristrutturazione di 8 stanze, bagni pubblici, lavanderia, salone divani e cappella del convento (circa 250m2) e il rinnovamento degli arredi della scuola materna annessa al convento.

A Nazareth la manutenzione dell’impermeabilizzazione delle coperture della basilica dell’Annunciazione.

Tra le attività a favore dei giovani c’è il finanziamento di 390 borse di studio universitarie per la durata di quattro anni, distribuite nelle diverse Università: Betlemme, Ebraica a Gerusalemme e Haifa, Bir Zeit, Amman e altre.

Per le famiglie ci sono i consultori familiari parrocchiali a Gerusalemme e Betlemme e la Casa francescana del fanciullo nella quale prosegue il progetto rivolto a più di venti ragazzi di età compresa tra sei e dodici anni, provenienti da famiglie povere e in difficoltà.

A Gerusalemme c’è anche un’attività per i bisognosi e le giovani coppie. Per loro nella Città Vecchia continua il lavoro di ristrutturazione completa di 5 abitazioni, parziale di 7 abitazioni e degli involucri esterni (facciate, coperture, ecc…) di 8 edifici. In tale voce vanno anche: Dar al Consul renovation project. In corso la ristrutturazione del complesso residenziale con 41 appartamenti e un piano terra in disuso. Ristrutturazione completa di 33 abitazioni (in corso, di cui 18 completate).  Ristrutturazione parziale di 8 abitazioni (in corso, di cui 5 completate). Ristrutturazione degli involucri esterni (facciate, coperture, ecc…) di 6 edifici (in corso, di cui 3 completati). Tumaian Palace – Musrara: In fase di progettazione l’ampliamento dell’edificio con la realizzazione di 2 piani aggiuntivi e 800m2 ad uso residenziale. Abu Geries; In fase di progettazione l’intervento di ampliamento dell’edificio con la realizzazione di 750m2 destinati a uffici, ristorazione e negozi. Saint James housing project di Beit Hanina: Trattasi di un complesso residenziale di 6 edifici con un totale di 42 appartamenti divisi su 3 livelli. Ottenuto il permesso di costruzione di due piani aggiuntivi per ciascuno degli edifici, per un totale di 24 appartamenti.

A Beitfage (Monte degli Olivi) è in fase di completamento l’ampliamento dell’attuale complesso residenziale con 10 nuovi appartamenti. A Giaffa è stato ottenuto il permesso di costruzione di 124 appartamenti. L’area totale degli appartamenti sarà di circa 10.000m2. A Nazareth c’è un progetto per la realizzazione di un complesso residenziale dove, oltre alla Cappella e alcuni locali per uso sociale, si prevede la costruzione di 80 appartamenti da destinare alle giovani famiglie.

 

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