02/01/2017, 13.51
FRANCIA - ISLAM

La maggioranza degli imam di Francia (e Belgio) vietano gli auguri a Natale e Capodanno

di Hocine Drouiche*

È quanto denuncia l’imam di Nimes, Hocine Drouiche, vice-presidente della Conferenza degli imam di Francia. Egli condanna quanti rivendicano che l’islam è una religione di pace e poi considerano gli auguri “un insulto”. L’importanza della presenza di “musulmani aperti” che “ti accolgono con un sorriso e ti augurano felice anno nuovo”. 

 

Parigi (AsiaNews) – La maggior parte degli imam in Francia (e nel Belgio) ha proibito ai fedeli di celebrare il Natale e il Capodanno e invitato i musulmani a non fare gli auguri per le feste. È quanto denuncia in un post su Facebook l’imam francese Hocine Drouiche, fra le personalità del mondo islamico transalpino più illuminate e schierate nella lotta contro l’estremismo. Strenuo promotore e sostenitore del dialogo fra fedi diversi, egli condanna quanti ripetono il “mantra” islam religione di pace e poi considerano gli auguri “come un insulto” perché “questa non è la nostra religione”. 

Egli sottolinea che l’islam professato da questi imam, che costituiscono la maggioranza in Francia, in Belgio, e in molte altre nazioni, “non è un vero islam di pace e del vivere in comune”. E le stesse scuole coraniche in Occidente sono un luogo in cui si esalta l’islam politico basato su jihad e odio verso i “nemici”. Per fortuna, conclude, “esistono anche dei musulmani aperti, che ti accolgono con un sorriso grande e ti augurano felice anno nuovo”. 

La dura nota contro la posizione della maggioranza degli imam sugli auguri [di Natale e Capodanno] è solo l’ultima di una serie di denunce lanciate dal leader religioso musulmano francese. All’indomani degli attacchi di Parigi, nel novembre 2015, egli ha invitato i fedeli a non lasciare l’islam “ostaggio degli estremisti”. Al contempo ha esortato le comunità musulmane a “osare a vivere il dialogo e l’amicizia con gli europei, senza paura e senza arroganza”. 

Egli non è il solo a denunciare il clima di ostilità e di avversione di una parte del mondo musulmano europeo verso la cultura, la tradizione e la fede dei nativi. Di recente anche una ex islamica radicale, per anni vicina all’ideologia salafita, ha raccontato gli inviti lanciati da imam e leader religiosi a “odiare i cristiani e gli ebrei”, a non imitare gli “infedeli” e a non partecipare “alle loro feste e celebrazioni”.  Ecco, di seguito, la riflessione dell’imam Drouiche. Traduzione a cura di AsiaNews: 

Spiacente, non vi farò gli auguri di buon anno perché io sono un vero “musulmano”! 

Quasi la totalità degli imam in Francia (e nel vicino Belgio) hanno proibito ai musulmani francesi di celebrare il Natale e il Capodanno e di fare gli auguri per le feste, tanto ai musulmani quanto ai non musulmani. 

Si dice che l’islam sia una religione di pace, un mantra che non smettono di ripetere in maniera incessante. Tuttavia, oggi ho visto con i miei occhi il risultato di queste formulazioni incomprensibili e illogiche, incontrando diversi musulmani molto religiosi e credenti che ricevevano gli auguri di Buon Anno come un insulto. 

Sono imbarazzati, ti guardano in modo strano, ti rispondono: Ma questa non è la nostra religione!

Come se il nuovo anno appartenesse a una religione specifica. Per fortuna esistono anche dei musulmani aperti, che ti accolgono con un sorriso grande e ti augurano un felice anno nuovo. 

L’islam di questi imam non è un vero islam di pace e del vivere in comune. Questo è un islam beduino e arcaico. Il ministero francese degli Interni, che finanzia il Consiglio francese del culto musulmano (Cfcm), deve rivedere i suoi programmi e le sue collaborazioni. 

Per me i Bataclans, gli Hyper Cachers e le Nizza nascono da queste direttive odiose. Se non vogliono cambiare queste fatwa disumane, non ci potranno certo dire che si tratta di “attentati” isolati in cui l’islam non è coinvolto, perché l’islam è una religione di pace!

Dunque, Buon Anno a tutti i miei amici (e le mie amiche) musulmani, ebrei, cristiani e atei. 

*Vice-presidente della Conferenza degli imam di Francia-Parigi

Candidato al rettorato della Grande moschea di Parigi

 

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