06/08/2008, 00.00
CINA
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La torcia olimpica a Pechino, fra misure di sicurezza ed espropri

di Wang Zhicheng
Yang Liwei, il primo astronauta cinese, e Yao Ming, l’astro del basket fra i primi tedofori. Gli abitanti di Pechino sono invitati a starsene a casa per evitare problemi. La “grande Cina” si mostra al mondo. Un gruppo manifesta in piazza Tiananamen contro l’esproprio delle loro case.

Pechino (AsiaNews) – Dopo mesi di attesa, la torcia olimpica è stata accesa oggi a Pechino, la sede principale dei Giochi e per tre giorni passerà attraverso le strade della capitale, ma la popolazione è invitata a starsene a casa per evitare guai con la sicurezza.

Stamane alle 8, nella cornice solenne della Città proibita, Liu Qi, presidente del Comitato olimpico di Pechino e capo del Partito, ha consegnato la fiaccola a Yang Liwei, l’astronauta cinese che ha fatto il primo giro nello spazio. Dopo di lui, un altro famoso cinese, Yao Ming, il campione di basket, ha preso la torcia attraversando la porta di Tiananmen. Circa 841 tedofori si scambieranno il fuoco di Olimpia, ognuno facendo 100-200 metri, portando la torcia vicino ai grandi monumenti della città, fino all’accensione della grande torcia alla cerimonia di apertura. Quest’oggi il termine del percorso sarà il Tempio del Cielo, nella zona sud.

Ma ciò che caratterizza il percorso pechinese è l’esibizione di grandi cordoni di sicurezza. I tedofori sono circondati da decine di guardie in bianco e azzurro, divenute famose durante il percorso internazionale della torcia per i loro scontri con attivisti pro-Tibet. Presto al mattino alcuni stranieri sono riusciti  issare uno striscione che chiede libertà per il Tibet e sono stati arrestati dalla polizia.

Ore prima della cerimonia alla Città proibita, la pubblica sicurezza ha verificato ogni passo, preparato cordoni, ridotto la partecipazione dei residenti. Il fatto curioso è proprio questo: i pechinesi sono invitati a restarsene a casa, a guardare il percorso della torcia alla tivù e consigliati a non andare per le strade per evitare guai con la sicurezza.

Oltre ai soldati onnipresenti nelle strade  e nelle piazze, vi sono controlli ad ogni stazione della nuova metropolitana: chiunque ha borse o oggetti con sé deve sottometterli al controllo dei raggi x; ponti e sottopassi sono vigilati da “volontari” delle Olimpiadi, guardie civili. I controlli sono stretti anche per chi usa gli autobus.

I tedofori intervistati esprimono tutti la loro emozione per questo “grande evento”. Lo stesso regista Zhang Yimou, regista della cerimonia di apertura e fra i primi tedofori di oggi, dice del grande “significato” delle Olimpiadi. Nessuno esprime il contenuto. Gli slogan scanditi dai gruppi preparati sul percorso sono più chiari: “Una grande Olimpiade, una grande Cina”; le Olimpiadi come la grande vetrina per ammaliare gli ospiti stranieri e far loro capire quanto la Cina è divenuta potente, efficace, moderna. Almeno 80 leader internazionali parteciperanno alla cerimonia di apertura. Fra essi Gorge W. Bush, Nicholas Sarkozy, l’imperatore Akihito, ecc… La loro presenza è la prima “vittoria olimpica” di Pechino, che temeva un boicottaggio dopo la repressione in Tibet.

La ricaduta benefica delle Olimpiadi sui cinesi e sugli abitanti di Pechino è ancora da vedere. Ieri decine di abitanti della città hanno cercato di manifestare in pazza Tiananmen perché espropriati della loro casa senza ricevere alcun compenso. La polizia ha subito disperso la dimostrazione. Con loro, un altro milione e mezzo di pechinesi attendono giustizia, dopo che i loro terreni e case sono stati requisiti per far posto alle spettacolari costruzioni olimpiche.

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