24/04/2018, 08.56
ARMENIA
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La vittoria delle proteste armene: Sargsyan si è dimesso

L’annuncio delle dimissioni alla vigilia della giornata in ricordo del genocidio armeno. Fra i manifestanti vi sono anche soldati. Liberato il capo dell’opposizione Nikol Pashinyan, che propone nuove elezioni.

Erevan (AsiaNews/Agenzie) – Dopo solo una settimana da primo ministro e 10 anni come presidente, Serge Sargsyan si è dimesso ieri pomeriggio, costretto dalle proteste che da 11 giorni bloccano il centro della capitale.

Le manifestazioni miravano proprio all’allontanamento di Sargsyan dal potere, dopo una contestata riforma costituzionale varata a suo vantaggio. La gente lo accusa anche di corruzione e di inettitudine per non aver migliorato la situazione di povertà del Paese. Secondo osservatori, a far decidere sulle dimissioni è stato il notare che ai manifestanti si erano aggiunti anche centinaia di militari.

Al diffondersi della notizia, la piazza ha esultato ballando, bevendo, aprendo  bottiglie di spumante e danzando sulle fontane della piazza della Repubblica (V. FOTO), vicino alla sede del governo.

Poco prima dell’annuncio delle dimissioni di Sargsyan, è stato liberato il leader dell’opposizione Nikol Pashinyan, arrestato pochi giorni prima.

In una dichiarazione pubblicata on-line, Sargsyan ha detto di voler “esaudire” le richieste del movimento di piazza e che “Nikol Pashinyan aveva ragione e io torto. Lascio l’ufficio di capo della nazione, di primo ministro”.

Nell’attesa di un nuovo premier e un nuovo governo, il potere è stato affidato a Karen Karapetyan, dello stesso Partito repubblicano di Sargsyan. Oggi Pashinyan lo incontra e vuole suggerirgli di indire nuove elezioni. “Spero – ha detto – che le alte sfere del Partito repubblicano riconoscano senza equivoci la rivoluzione popolare di velluto e non violenta”.

Le dimissioni di Sargsyan sono avvenute alla vigilia della Giornata che ricorda il genocidio armeno ad opera dell’impero ottomano nel 1915. Il presidente Armen Sarkissian, chiedendo per oggi una tregua, ha commentato: “In questo giorno nessun armeno deve opporsi a un altro”.

Il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, ha dichiarato che Mosca “sta osservando con molta attenzione” quanto succede in Armenia, e che la Russia non interverrà: esso è “un affare esclusivamente interno”.

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