07/01/2014, 00.00
PAKISTAN
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Lahore, cattolici contro le autorità per la restituzione della scuola superiore San Francesco

di Jibran Khan
L’istituto fondato dalla Chiesa cattolica nel 1842 è uno dei centri di eccellenza della città e del Paese. In violazione alle norme, i vertici del distretto non hanno ancora riconsegnato la struttura alla diocesi. Sacerdote pakistano: ottemperate tutte disposizioni, ma le autorità “continuano a rimandare”. Il vescovo in prima linea nella protesta.

Lahore (AsiaNews) - Esponenti della società civile e attivisti pakistani si uniscono alla Chiesa cattolica, nella richiesta di restituzione di istituti fondati dai religiosi e da tempo nelle mani del governo centrale o delle amministrazioni locali. La mancata riconsegna degli edifici e della piena gestione delle attività scolastiche è in aperta violazione a precedenti ordinanze e provvedimenti emessi dalle autorità. Da qualche settimana, la lotta dei vertici ecclesiastici ruota attorno alla scuola superiore San Francesco di Lahore (nel Punjab), al centro di una controversia con i vertici distrettuali. Ieri una delegazione cattolica ha incontrato il ministro dell'Istruzione, presentando la documentazione che certifica la proprietà dell'edificio e chiedendone (ancora una volta) la restituzione.

La struttura è sorta nel 1842, grazie all'impegno dei cattolici pakistani e nel tempo si è trasformata in uno dei centri educativi più prestigiosi della città e del Paese. P. Andrew Nisari, sacerdote della parrocchia di Maria Immacolata ad Anarkali (Lahore), conferma che si tratta di "una delle scuole più antiche della città". La Chiesa cattolica ne ha gestito l'amministrazione sino al 1972, quando il governo di Islamabad ha deciso di appropriarsene nel contesto di un piano di nazionalizzazione dell'intero comparto dell'istruzione. 

Nel 2004 l'esecutivo ha annunciato un piano di restituzione delle strutture educative ai privati; nel contesto del processo di "denazionalizzazione" 16 scuole di Lahore sono state restituite all'arcidiocesi. Tutte, tranne proprio l'istituto dedicato al santo di Assisi. "La Chiesa ha ottemperato a tutte le disposizioni di legge - ha sottolineato p. Nisari - compreso il deposito anticipato di sei mensilità per gli stipendi dei dipendenti. Ma il distretto governativo continua a rimandare il procedimento e non riconsegna la scuola" ai legittimi proprietari. 

Nei mesi scorsi è intervenuto in prima persona anche l'arcivescovo mons. Sebastian Shaw, il quale ha depositato una petizione al tribunale di Lahore per risolvere la faccenda. Nel maggio dello scorso anno i giudici hanno ordinato alle autorità di restituire l'edificio. Il prelato stesso ha guidato due manifestazioni di protesta il mese scorso e ha deciso di prendere in mano in prima persona la controversia, battendosi apertamente contro mafie dei terreni e funzionari corrotti. 

Almeno 70 istituti educativi del Paese, fra cui il Gordon College di Rawalpindi, il Murray College di Sialkot, il St. Patrick College a Karachi e molti altri restano ancora oggi sotto il controllo (illegittimo) dei governi del Punjab e del Sindh. Personalità cattoliche e membri della comunità sono più volte ricorsi in appello, presentando petizioni e istanze ai giudici dell'Alta corte; tuttavia, ogni azione intrapresa sinora è risultata vana.

Con più di 180 milioni di abitanti (di cui il 97% professa l'islam), il Pakistan è la sesta nazione più popolosa al mondo ed è il secondo fra i Paesi musulmani dopo l'Indonesia. Circa l'80% è musulmano sunnita, mentre gli sciiti sono il 20% del totale. Vi sono inoltre presenze di indù (1,85%), cristiani (1,6%) e sikh (0,04%). Violenze, abusi o episodi di discriminazione contro le minoranze etniche o religiose si verificano in tutto il territorio nazionale, in particolare i cristiani da tempo obiettivo dei fondamentalisti islamici. Decine gli episodi di violenze, fra attacchi mirati contro intere comunità - come avvenuto a Gojra nel 2009 o alla Joseph Colony di Lahore del marzo scorso - o abusi contro singoli individui, spesso perpetrati col pretesto delle leggi sulla blasfemia. 

 

 

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