28/05/2014, 00.00
PAKISTAN - ISLAM
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Lahore, omicidio d’onore: lapidata dai familiari per aver sposato l’uomo che amava

La violenza avvenuta in pieno giorno, all’esterno del tribunale: nessuno fra polizia e passanti è intervenuto. Farzana Iqbal avrebbe dovuto partecipare a un’udienza, in difesa del marito accusato di rapimento e matrimonio forzato. Uccisa a colpi di pietre, mattoni e bastoni. In Pakistan ogni anno circa mille donne vengono uccise in famiglia, ma il numero reale è di molto superiore.

Lahore (AsiaNews/Agenzie) - Una donna pakistana è stata uccisa mediante lapidazione dal padre e da due fratelli all'esterno del tribunale di Lahore, nel contesto di un "omicidio d'onore" che intende punire la decisione di aver sposato "l'uomo che amava" e non il marito imposto dalla famiglia. Secondo quanto riferisce la polizia, la 30enne Farzana Iqbal è morta sul colpo dopo essere stata colpita a più riprese con sassi, mattoni e bastoni; gli agenti hanno sinora fermato il padre della donna, ma un fratello e l'ex fidanzato - un cugino, anch'egli parte attiva nell'attacco - sono tuttora liberi.

La violenza brutale è avvenuta ieri mattina davanti agli ingressi dell'Alta corte, dove era in programma un'udienza in cui la donna intendeva difendere il proprio sposo Muhammad Iqbal dall'accusa di rapimento e di matrimonio forzato intentata dalla famiglia di lei. Farzana avrebbe voluto dichiarare davanti ai giudici di aver contratto il matrimonio - avvenuto un mese fa circa - in modo libero e secondo volontà, dopo diversi anni di fidanzamento. 

Ad attenderla all'esterno del tribunale vi erano dozzine di parenti, che hanno sferrato un attacco contro la donna: un fratello ha cercato di colpirla con una pistola, mancandola, per poi aggredirla con sassi e bastoni. Il marito è invece riuscito a fuggire, nascondendosi in un luogo sicuro. Diversi ufficiali e agenti di polizia, preposti alla sicurezza del Palazzo di giustizia, erano presenti al momento dell'aggressione, avvenuta in pieno giorno, ma non sono intervenuti. 

Analisti ed esperti di vicende pakistane sottolineano che la vicenda di Farzana è al tempo stesso "comune e unica" nel suo genere. È comune perché migliaia di donne come lei sono vittime della stessa sorte ogni anno nel Paese, uccise da parenti nel conteso di "omicidi d'onore" per vicende legate a matrimoni forzati; e unica, solo per il fatto che è venuta alla luce e non è rimasta rinchiusa fra le mura domestiche. Secondo il gruppo attivista Aurat Foundation le vittime ufficiali sono circa mille, ma il dato reale è di gran lunga superiore.

Con più di 180 milioni di abitanti (di cui il 97% professa l'islam), il Pakistan è la sesta nazione più popolosa al mondo ed è il secondo fra i Paesi musulmani dopo l'Indonesia. Circa l'80% è musulmano sunnita, mentre gli sciiti sono il 20% del totale. Vi sono inoltre presenze di indù (1,85%), cristiani (1,6%) e sikh (0,04%). In molte zone del Paese vige una visione estrema e radicale della religione, basata sulla sharia (la legge islamica); le donne in alcuni casi non sono nemmeno considerate esseri umani, ma sono soggette alla volontà degli uomini di famiglia e costrette a matrimoni forzati anche in casi di minore età. 

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