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» 07/07/2012
PAKISTAN - SIRIA
Lahore: l'opera delle Suore della Carità, per dare un futuro a bambini e tossicodipendenti
di Jibran Khan
Dal loro arrivo, nel 1982, le religiose hanno valorizzato l'educazione, promosso la cura pastorale, dato una casa ai disabili e curato le dipendenze da droghe. Nelle scuole rette minime o studio gratuito per i figli di famiglie povere. Superiora regionale invita i sacerdoti a potenziare l'insegnamento della catechesi.

Lahore (AsiaNews) - Valorizzare l'educazione fra i giovani, promuovere la cura pastorale, aiutare i tossicodipendenti e prendersi cura di disabili ed emarginati dalla società. Sono solo alcune fra le moltissime attività avviate negli anni dalle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret (Sdc), giunte per la prima volta in Pakistan nel 1982 sotto la guida di sr. Anna Sammut. Le religiose hanno scelto Lahore (nel Punjab) come base di appoggio, occupandosi all'inizio di incentivare lo studio e l'istruzione fra i bambini poveri di Shahdara Bagh, un sobborgo a nord della città, situato sulla sponda settentrionale del fiume Ravi. A raccontare ad AsiaNews il loro lavoro oggi è suor Hend Salloum, prima superiora regionale delle Sdc in Pakistan. Arrivata nel 2001 da Damasco, in Siria, in precedenza aveva prestato la propria opera anche in Libano, Egitto, India e sull'isola di Malta.

Attraverso l'educazione, sottolinea la suora, anche i minori nati in famiglie povere possono conquistare un proprio spazio fra le mura domestiche e nella società. Per raggiungere l'obiettivo è importante promuovere un lavoro di pastorale, che favorisca lo sviluppo integrale dei bambini. Dopo anni sono gli stessi genitori che si rendono contro dell'importanza dello studio e "fanno tutti gli sforzi possibili" per consentire ai figli di studiare. E proprio a Shahdara, dove è sorto il primo centro, le suore hanno predisposto agevolazioni e aiuti per le famiglie numerose, perché tutti i bambini abbiano accesso e diritto allo studio.

Suor Hend Salloum spiega il lavoro delle religiose a Lahore, nel campo della pastorale e dell'educazione, unita alla gestione di un centro per disabili mentali - ospita donne e bambini - chiamato Dar-ul-Krishma e situato nel sobborgo di Youhanabad. Alle famiglie che non hanno risorse sufficienti per mandare i figli a scuola, aggiunge, garantiamo un'istruzione gratuita oppure chiediamo solo una retta minima. "La scuola - afferma suor Hend - è di grande aiuto per la Chiesa locale in Pakistan".

A Faisalabad, invece, sorge un centro per tossicodipendenti che organizza incontri e iniziative per donne e ragazze con problemi di droga. Ad alcune di loro è fornito anche un alloggio e la possibilità di proseguire negli studi, per cercare di costruirsi una vita migliore. Alla Baji Mariam, questo il nome dell'istituto fondato da una missionaria originaria di Malta, si prendono cura di un centinaio di ragazze - all'inizio erano una ventina - grazie alla dedizione delle religiose e delle loro collaboratrici. Spesso accade che la polizia consegni delle ragazze alle suore, non sapendo a chi affidarle. E anche i sacerdoti, in caso di bisogno, sanno di poter contare sull'aiuto e l'opera solerte Suore della Carità.

Ma il punto centrale, conclude suor Hend Salloum, ruota attorno alla formazione religiosa delle persone; per questo lancia un invito a sacerdoti e religiosi, perché siano "più appassionati" e vigorosi nel lavoro pastorale e nell'insegnamento del catechismo. 

 

 


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