10/09/2004, 00.00
ISRAELE – VATICANO
Invia ad un amico

L'arcidiocesi di Colonia ricorre all'Alta Corte di Giustizia d'Israele contro il governo israeliano

Gerusalemme (AsiaNews) - L'arcidiocesi di Colonia, proprietaria di diverse opere religiose e sociali in Israele, ha chiesto all'Alta Corte di Giustizia israeliana di obbligare il governo israeliano a dichiarare la sua posizione sulla questione dell'esenzione dalle tasse per le opere religiose, come previsto dall'accordo fra Vaticano e Israele. Un rappresentante dell'arcidiocesi a Gerusalemme ha depositato la sua richiesta alcuni giorni fa. In essa si chiede alla Corte di obbligare il governo israeliano a esprimersi su due punti: a) se esso si riconosce vincolato dall'accordo fondamentale con la Santa Sede (30 dicembre 1993) e b) se è vero che detto accordo vieta alle autorità fiscali di esigere il pagamento di imposte e tasse, in precedenza non pagate. L'Alta Corte ha accettato il ricorso e ha ordinato al governo di rispondere entro 30 giorni dal 3 settembre.

Il ricorso è il primo del genere. Esso è la conclusione di una serie di tentativi fatti dalla diocesi tedesca per ottenere una risposta dalle autorità governative. Finora, quando diversi esattori fiscali perseguono gli enti ecclesiastici, essi si dichiarano ignari degli Accordi Vaticano–Israele. Il Ministero degli esteri e altri dipartimenti del governo si rifiutano di testimoniare qual è la verità.

Dal '93 ad oggi, solo una volta e solo un alto funzionario del Ministero delle Finanze ha emanato una lettera che riconosce gli obblighi assunti dal governo israeliano verso la Chiesa cattolica. Questa ammissione atipica non si è mai più ripetuta nonostante la valanga di lettere e proteste giunte al governo sia da parte delle più alte autorità della chiesa universale, sia da parte di piccoli conventi e istituti di suore.

La questione viene seguita con la massima attenzione e con molta ansia da parte di tutte le istituzioni della Chiesa, compreso il cosiddetto "ospedale francese" di Gerusalemme, dove le suore della Carità di San Vincenzo de' Paoli curano i malati terminali e in fin di vita. Questo ospedale è un'istituzione singolare in Israele e ha meritato tantissimi elogi e premi. Eppure, proprio in questi giorni le suore sono bersagliate dalle autorità fiscali che pretendono da loro il pagamento di nuove ed esorbitanti imposte, contrariamente agli impegni presi dallo stato negli Accordi Fondamentali con il Vaticano.

Negli ambienti della Chiesa si spera che la potente e influente arcidiocesi tedesca possa ottenere una vittoria giudiziaria, che gioverà anche alle istituzioni più povere e bisognose come l'ospedale delle suore della Carità.
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Santa Sede - Israele: incontri "positivi", ma con qualche ostacolo
10/09/2004
L'influenza degli USA nel dialogo Vaticano-Israele
03/09/2004
Due giorni di negoziati Israele - Santa Sede con risultati parziali
29/10/2004
P. Jaeger: col governo questioni difficili, ma si possono risolvere
17/09/2004
Il Ministro Poraz: qualche miglioria, ma ancora problemi con la Santa Sede
17/09/2004