26/04/2010, 00.00
THAILANDIA
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Le “camicie gialle” chiedono la legge marziale. I funerali di un colonnello cattolico

di Weena Kowitwanij
Il movimento vicino all’esecutivo promettono azioni contro le “camicie rosse” a difesa del Paese. Il premier Abhisit ha respinto la proposta di elezioni entro tre mesi. AsiaNews ricorda il col. Romklao Thuwatham, 44enne cattolico, ucciso durante le violenze del 10 aprile scorso nella capitale
Bangkok (AsiaNews) – La “camicie gialle” protagoniste dell’ascesa al potere dell’attuale premier thai, Abhisit Vejjajiva, scendono in piazza e chiedono la legge marziale e la fine delle dimostrazioni delle “camicie rosse”, movimento antigovernativo vicino all’ex Primo Ministro in esilio Thaksin Shinawatra. L’esecutivo ha respinto l’offerta delle “camicie rosse” che proponevano lo scioglimento del Parlamento entro 30 giorni e nuove elezioni in tre mesi. I leader antigovernativi annunciano un allargamento delle proteste – finora concentrate a Bangkok – ad altre province del Paese e bloccano i convogli della polizia diretti alla capitale. I “gialli”, esponenti del movimento filo-governativo People’s Alliance for Democracy (Pad), promettono azioni “a difesa del Paese” se le autorità non metteranno fine alle manifestazioni dei “rossi”.
 
Intanto a Bangkok resta alta la tensione dopo il lancio, avvenuto ieri, di una granata contro la residenza privata di un ex primo ministro. Nelle ultime settimane di violenza – le più gravi degli ultimi decenni – sono morte 26 persone, circa mille i feriti. Fra le vittime vi è anche il colonnello Christopher Romklao Thuwatham, cattolico e uomo di primo piano dell’esercito, le cui esequie si sono svolte il 23 aprile. Ecco, di seguito, una breve cronaca dei suoi funerali.
 
Mons. Joseph Chusak Sirisuth, vescovo della diocesi di Nakhon Ratchasima e originario di Ratchaburi, è tornato nella provincia di origine per celebrare i funerali del col. Christopher Romklao Thuwatham (nella foto). Il militare era il secondo in comando di un reggimento preposto alla sicurezza del re thai ed è morto il 10 aprile scorso a Bangkok, durante gli scontri fra manifestanti antigovernativi e forze dell’ordine. Egli sarebbe deceduto in seguito a un colpo di pistola alla schiena.
 
Per il decesso, avvenuto durante lo svolgimento del servizio, la famiglia reale ha voluto promuovere in via simbolica il militare, passato dal grado di colonnello a generale. Christopher Romklao Thuwatham, cattolico 44enne, era sposato con una donna di fede buddista ed è stato seppellito il giorno del suo compleanno: egli, infatti, era nato il 23 aprile del 1966. Gli ex-studenti del Collegio San Gabriele, frequentato in gioventù dal militare, hanno portato in dono una torta di compleanno, gli hanno cantato gli auguri e hanno intonato canti caratteristici del college, in memoria dei “momenti felici trascorsi insieme”.
 
Al rito funebre hanno partecipato sacerdoti e 500 fedeli, cattolici e di altre religioni. Il cadavere è stato seppellito (sempre il 23 aprile) al cimitero di Santikham, situato nel distretto di Samphran, nella provincia di Nakhon Pathos, distante circa 30 km da Bangkok. Per la cerimonia di sepoltura sono intervenuti anche leader musulmani e buddisti, funzionari governativi a una folla di oltre 2mila persone.
 
La signora Watcharee, madre dell’ufficiale ucciso, spiega che “il 23 aprile di quest’anno avrebbe compiuto 44 anni. Pensavamo di festeggiare il compleanno a casa, con la famiglia riunita, invece siamo qui a seppellirlo”. Il 10 aprile scorso, poche ore prima di morire, il figlio aveva telefonato alla madre dicendole: “oggi più che mai, ho bisogno delle tue preghiere e meditazioni perché ho una missione importante da svolgere”. Nicha Thuwatham, moglie del colonnello Romklao Thuwatham e fedele buddista, aggiunge come l’amore dell’uomo “ha riempito tutta la mia vita”.
 
Durante l’omelia del rito funebre p. John Baptist Vivat Praesiri ha ricordato il coraggio e la determinazione dell’ufficiale, che ha sacrificato la propria vita “per la pace nel Paese”. E proprio con una frase pronunciata nel 1994, vogliamo chiudere questo nostro ricordo del col. Romklao Thuwatham: “la vita di un soldato – affermava il militare – non è svolgere un compito in cambio di un salario, una carriera, o cose di questo genere. Tutti i soldati sono orgogliosi di aver sacrificato se stessi e la propria vita per il bene della nazione, cosa che solo poche persone sono in grado di fare”.
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