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  • » 29/04/2009, 00.00

    TIBET - CINA

    Le autorità cercano di nascondere arresti e condanne dei monaci tibetani

    Nirmala Carvalho

    La polizia cerca di non far sapere l’arresto di 3 monaci a Ganchu. Il tribunale rinvia il processo contro il noto e stimato lama buddista Phurbu dopo l’attenzione internazionale suscitata per il suo processo.

    Dharamsala (AsiaNews) – La polizia cerca di tenere segreto l’arresto di altri tre monaci tibetani nella contea di Nagchu. Intanto un tribunale in Sichuan rinvia il verdetto per il processo contro il lama Phurbu Tsering

    Il Centro tibetano per i diritti umani e la democrazia ha denunciato l’arresto l’11 aprile di Khensur Thupten Thapkhey, ex abate del monastero Shapten, e di Geshe Tsultrim Gyaltsen. Se ne ignorano le ragioni e la polizia di Nagchu ha cercato di negarlo, dicendo che i due sono andati a Lhasa per ricevere un’attestazione dall’Ufficio religioso. E’ stato pure arrestato Tsundue, capo del Comitato democratico a Shapten.

    I parenti dei tre monaci sono molto preoccupati per questa mancanza di notizie.

    Intanto il tribunale del Sichuan ha rinviato “a data da destinarsi” la decisione sulle accuse di possesso di armi da fuoco a carico di Phurbu. Il suo avvocato Li Fangping ha detto ieri che è conseguenza della grande attenzione suscitata nell’opinione pubblica internazionale.

    Phurbu, responsabile di due conventi a Ganzi (Sichuan) è una figura carismatica per i tibetani, è soprannominato il “Buddha vivente” e considerato un esempio delle virtù buddiste. E’ in carcere dal 18 maggio perché la polizia ha trovato un’arma e munizioni nella sua casa. Ha sempre negato l’accusa, che molti ritengono fabbricata per colpirlo a seguito delle proteste anticinesi scoppiate anche nella sua zona nel 2008.

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