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» 15/02/2010 10:55
INDONESIA
Leader a Sumatra: l’aerobica è contraria all’islam, spinge alla “lussuria”
di Mathias Hariyadi
Il capo degli ulema a Palembang bolla come haram la ginnastica e gli abiti indossati dalle donne durante l’attività fisica. Gli indumenti “troppo sensuali” spingono gli “uomini al vizio”. Le donne ironizzano: il Mui “a corto di argomenti” nel rispondere ai problemi “della società moderna”.

Jakarta (AsiaNews) – L’abbigliamento usato dalle donne quando fanno aerobica è troppo “sexy” e “moralmente contrario” ai principi dell’islam. È quanto afferma il Consiglio degli ulema indonesiani (Mui) di Palembang, nella provincia di South Sumatra. Dopo le foto pre-matrimoniali e le acconciature sgargianti, l’organismo preposto alla “salvaguardia” della morale e dei valori dell’islam ha lanciato una nuova fatwa contro “indumenti troppo sensuali” che istigano “alla lussuria gli uomini”.
 
Il Mui bolla come “impropri” i costumi indossati dalle donne, soprattutto le giovani, mentre svolgono gli esercizi di aerobica all’aria aperta o nelle palestre. Secondo gli esponenti dell’organizzazione islamica, l’abbigliamento ha un elevato “potere sensuale” che “spinge gli uomini al vizio”.
 
Effettuare esercizi all’aria aperta nelle prime ore del mattino, in particolare nel fine settimana, è divenuta una pratica comune in tutto il Paese per migliaia di donne, senza distinzioni di età. Kiai Hajj Sodikun, leader del Mui a Palembang, invita a indossare “un abbigliamento più morigerato, per non istigare la lussuria nei maschi”. Egli è contrario sia alle tute da ginnastica troppo sexy, sia agli esercizi di aerobica i cui movimenti sensuali possono scatenare le fantasie degli uomini: essi sono “haram, moralmente illeciti”.
 
Kiai Hajj Sodikun conclude sottolineando che l’attività fisica fa bene alla salute, ma deve essere praticata con “un abbigliamento consono”. Tuttavia, nessuno può affermare con certezza quali siano i limiti per definire “leciti” gli esercizi o l’abbigliamento da indossare: in Indonesia esistono moltissime danze tradizionali e movimenti del corpo che cambiano da provincia a provincia.
 
“Sono argomenti pretestuosi” afferma ad AsiaNews Herlina, insegnante di ginnastica. “Cosa dovremmo dire – commenta Maria, di Jakarta – delle ragazze che indossano bikini sulle spiagge o quando nuotano in piscina”. La donna aggiunge che “il Mui sembra a corto di argomenti”, nel rispondere “ai problemi posti dalla società moderna”.
 
Fondato nel 1975 dall’ex presidente Suharto per rafforzare i legami fra le diverse organizzazioni islamiche, il Mui ha acquisito negli anni un potere sempre più ampio nel campo della “morale” e dei “costumi”, decidendo in modo autonomo quali atteggiamenti, mode, abitudini siano o meno lecite. Gli esponenti si ritengono i depositari del rispetto e della conservazione dei principi dell’islam e negli anni hanno sollevato controversie lanciando editti contro vestiti, fumo, mode e tradizioni radicate nella storia e nella cultura dell’arcipelago.

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