23/10/2006, 00.00
CINA
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Leader anglicano invita i cristiani cinesi "a sviluppare una libertà interiore"

L'arcivescovo di Canterbury conclude oggi la sua visita di due settimane in Cina, dove ha notato "un crescente spirito di apertura". In un anno Pechino ha arrestato quasi 2 mila protestanti non ufficiali.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – L'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, leader della chiesa anglicana, ha invitato ieri i cristiani di tutta la Cina "a sviluppare una libertà interiore, necessaria a servire i veri interessi della nazione".

Il primate, punto di riferimento per circa 77 milioni di anglicani in tutto il mondo, ha celebrato una funzione nella chiesa protestante della capitale, a Chaoyang. Nel corso del suo sermone, egli ha sottolineato che "i cristiani devono sviluppare quella libertà che permette di vedere la verità su noi stessi e sulla nostra società. Solo tramite la preghiera e la riflessione si arriva a questa libertà, che porta a capire di cosa ha bisogno la propria nazione".

Williams ha poi aggiunto che "è molto importante che esistano nella nostra società delle persone in grado di capire e comunicare che la questione della libertà non riguarda solo la prosperità economica, ma abbraccia l'intera dignità umana".

Williams  è il primo leader anglicano a visitare la Cina da oltre 10 anni: riparte oggi dal Paese dopo una visita di due settimane su invito delle autorità religiose cinesi che lo ha portato a Shanghai, Nanjing, Wuhan, Xian e Pechino. Nel corso del suo viaggio, egli ha incontrato diversi rappresentanti dei governi locali e nazionali ed ha discusso con loro di questioni come censura, pena di morte, invecchiamento della popolazione e sviluppo industriale.

Prima di ripartire, il primate della chiesa anglicana ha aggiunto che i cristiani devono sostenere il concetto di armonia sociale proposto dai leader comunisti all'ultimo Plenum del Partito ed ha notato che nel Paese si respira "un crescente spirito di apertura, con un sorprendente livello di dibattito sulle questioni pubbliche".

"Non è più vero, se mai è stato vero – ha concluso – che essere cristiani significa non essere cinesi: siamo incoraggiati a cercare una chiesa che cerca di portare avanti con onestà la sua missione, per trovare un linguaggio che sia proprio del posto in cui si trova".

Pechino permette la pratica del  protestantesimo solo all'interno del Movimento delle tre autonomie (MTA), nato nel 1950 dopo la presa di potere di Mao e l'espulsione dei missionari stranieri e dei leader delle Chiese. Le statistiche ufficiali dicono che in Cina vi sono 10 milioni di protestanti ufficiali, tutti uniti nel MTA, di cui fa parte anche la piccola comunità anglicana.

I protestanti non ufficiali, che si radunano nelle "chiese domestiche" non registrate, sono stimati ad oltre 50 milioni. Durante lo scorso anno, il governo ha arrestato 1958 pastori e fedeli non ufficiali.

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