20/09/2004, 00.00
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Leader curdo: I tre giovani decapitati erano solo degli studenti

di Bernardo Cervellera
L'occidente non deve avere paura del terrorismo. Occorre aiutare l'Iraq  a far svolgere le elezioni.

Parigi (AsiaNews) – I tre giovani curdi sgozzati ieri in diretta sul sito della Ansar al-Sunna non erano dei soldati, ma dei semplici studenti. Lo ha dichiarato ad AsiaNews Saywan Barzani, rappresentante del governo del Kurdistan in Europa. Il terrore "vuol far sprofondare tutti in un mondo di tenebre", occorre che i governi occidentali non abbiano paura. A chi non vuole inviare le truppe, Barzani chiede aiuto nell'addestramento dei soldati irakeni,  aiuti "nel campo dell'intelligence e nel fare pressione sui paesi della regione che sostengono i terroristi". Puntando il dito su fazioni baathiste sunnite che vogliono destabilizzare l'Iraq, Barzani riafferma la necessità delle elezioni, da cui dipende una piena legittimità del governo irakeno. Le dittature e i paesi autoritari della regione mirano proprio a distruggere questa legittimità. Nell'augurarsi la liberazione di Simona Torretta e di Simona Pari, Balzani augura all'Europa di scampare dalla "barbarie dei rapimenti e delle decapitazioni". Ecco il testo dell'intervista rilasciata ad AsiaNews:

Chi sono i curdi decapitati ieri?

Secondo i terroristi, i giovani curdi uccisi erano dei soldati, ma le informazioni che abbiamo avuto dicono che erano degli studenti: erano andati in questi giorni a Baghdad per iscriversi all'università. Erano dei giovani dai 18 ai 20 anni E li hanno giustiziati dicendo che erano delle spie degli americani. Non avevano fatto nulla. La loro unica "colpa" è quella di essere curdi e della regione di Zakho. In questa regione, la maggioranza sostiene il PDK (partito democratico del Kurdistan), ma erano degli studenti.

Ma perché questa violenza contro i curdi?

Vi sono altri fatti: qualche giorno fa, nella città di Kanaqin, una città a maggioranza curda, la polizia è partita per la Giordania per una serie di addestramento. Una vettura si è accostata all'autobus e ha chiesto di dove erano. Quando hanno saputo che erano di Kanaqin, dalla vettura hanno cominciato a sparare e hanno ucciso 12 poliziotti.

La violenza contro i curdi ha vari motivi: anzitutto  è l'unica zona stabile nell'Iraq e si vuole destabilizzarla, come tutto il resto del paese; poi i curdi sono considerati gli alleati degli occidentali e per questo  si vuole ucciderli. Ma la realtà questa carneficina, questo sciovinismo anti-curdo, dimostra chi sta dietro questa violenza: sono dei vecchi baathisti  nazionalisti, arabi, che in passato con Saddam Hussein hanno ammazzato centinaia di migliaia di curdi, almeno 200 mila persone.

I governi occidentali, più guardano alla situazione irakena, più pensano di farsi da parte…

Mi chiedo se vi sia un solo paese nel mondo civilizzato che accetti questa barbarie in Iraq… Questa violenza impedisce all'economia di decollare e colpisce le imprese degli altri paesi; anche i loro cittadini vengono rapiti.

Ma  invece di avere paura, l'occidente dovrebbe far pressione sui paesi che sostengono il terrorismo, su quei paesi che inviano i kamikaze, che aprono le loro frontiere perché l'Iraq sia invaso da questi kamikaze. È necessario coordinare i servizi di intelligence fra Iraq, Europa, Stati Uniti, per arrivare a sradicare questo problema che è mondiale. Il terrorismo rischia di far sprofondare tutti in questo mondo di tenebre. Vi auguro che non si arrivi anche in Europa  a questa barbarie dei rapimenti e delle decapitazioni. Da parte mia, spero che le due ragazze rapite, Simona Torretta e Simona Pari possano tornare a casa sane e salve. E poi che tutti gli ostaggi siano liberati…

Non occorre una presenza più forte di militari in Iraq?

Certo, e chi non vuole inviare delle truppe, almeno aiuti ad addestrare le nostre, o ci sostenga nell'azione politica. Paesi come la Germania, possono aiutare nel campo dell'intelligence e nel fare pressione sui paesi della regione che sostengono i terroristi. Del resto questi terroristi hanno in Europa le loro basi, i loro siti internet, le fonti dei finanziamenti, l'aiuto dei media. C'è molto da fare e ciascuno può contribuire anche senza  inviare truppe in modo diretto.

Si riusciranno a tenere le elezioni nel gennaio 2005?

Tutti abbiamo questa speranza. Ma occorre più sicurezza e occorre garantire il ritorno dei deportati.

La politica baathista era quella di deportare la popolazione curda e sostituirla con immigrati arabi (sunniti). Finché le colonie arabe saranno nel Kurdistan sarà difficile organizzare elezioni: occorre che i curdi ritornino alle loro terre. Perché il censimento sia corretto occorre anche un minimo di sicurezza nelle zone arabe. Se non c'è sicurezza, a Fallujia o a Baquba non potranno ritornare tutti gli sfollati.

Dopo le elezioni non ci si potrà più dire – come fa la stampa araba e Al Jazeera –che il governo irakeno non è legittimo e non è rappresentativo. In realtà già fin d'ora esso è il governo più rappresentativo del mondo arabo, perché sono presenti tutti i gruppi etnici, religiosi, politici. Ma le dittature chiuse e i paesi autoritari della regione continuano a dire che il governo irakeno non è legittimo. Quando c'era Saddam, con i carri armati a difesa del palazzo, e con una sola comunità rappresentata, quello era un governo legittimo. Adesso che c'è una rappresentatività di tutti, si dice "non è legittimo". Le elezioni sono necessarie perché il governo possa lavorare in tutta legittimità e sicurezza.

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