31 Agosto 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 14/02/2005
iraq
Leader curdo: "i sunniti fanno già parte della vita politica in Iraq"
Secondo Saywan Barzani, responsabile in Europa del Governo del Kurdistan, "anche loro parteciperanno alla stesura della Costituzione".

Parigi (AsiaNews) - I sunniti "fanno già parte della vita politica irachena" e "hanno chiesto di partecipare alla stesura della Costituzione", che non deve avvenire "a colpi di maggioranza" ma secondo un principio di "consenso". Lo afferma ad AsiaNews Saywan Barzani, responsabile in Europa del governo del Kurdistan. Barzani inoltre esclude la possibilità di una guerra civile e chiede all'occidente di favorire il processo democratico in Iraq, bloccando le infiltrazioni di terroristi dall'estero: "Se in Iraq fallisce la democrazia, il terrore vincerà e ci sarà il caos in tutto il Medio Oriente".

Saywan Barzani è nipote di Massud Barzani, leader del Kurdistan Democratic Party (KDP), che insieme al Patriotic Union of Kurdistan (PUK) di Jalal Talabani ha conseguito il 25,7% dei voti, ottenendo 71 dei 275 seggi del nuovo parlamento iracheno.

Ecco l'intervista rilasciata da Saywan Barzani ad AsiaNews.

Quale possibilità vede per il coinvolgimento dei sunniti nel futuro politico dell'Iraq?

Dalle notizie in mio possesso, l'80% dei sunniti ha partecipato alle elezioni, in particolare a Baghdad. Per questo si può dire che essi fanno già parte della vita politica irachena. Attualmente i sunniti sono sottomessi con il terrore dai baathisti: sono stati loro a sabotare le elezioni a Mosul. Lo Stato iracheno per ora è incapace di proteggere i sunniti dai terroristi islamici che, alleati dei baathisti, imperversano nelle zone di Falluhja e Mosul. Credo che nel futuro i sunniti parteciperanno in modo massiccio alla vita politica dell'Iraq.

Quali dati ha per affermarlo?

Già prima delle elezioni il Partito islamico iracheno – la più grande formazione sunnita del Paese – aveva fatto sapere che avrebbe partecipato alla stesura della Costituzione. Anche il Comitato degli ulema sunniti – molto vicino ai baathisti – ha chiesto di prendere parte a questo processo. I curdi inoltre hanno chiesto che la Costituzione venga scritta secondo un principio di consenso e non secondo a colpi di maggioranza.

C'è pericolo di guerra civile in Iraq?

No, è impossibile: ci sono almeno 2 milioni di matrimoni misti fra sunniti e sciiti. Inoltre è difficile distinguere chi è sunnita e chi sciita. È vero che ci sono problemi in alcune zone, ad esempio a Mosul, dove i terroristi cercano di seminare odio fra le persone. Comunque non credo che si arriverà a formare armate per una guerra civile.

Quale il compito dell'occidente per il dopo-elezioni?

Fare pressione sui Paesi che appoggiano i terroristi perché interrompano il loro sostegno; e mi riferisco ai Paesi confinanti con l'Iraq. Inoltre impedire il sostegno mediatico e propagandistico al terrorismo che colpisce l'Iraq. Infine, aiutare il processo politico democratico che si sta svolgendo in Iraq: se fallisce, sarà il trionfo del terrore e il caos in tutto il Medio Oriente.

Come vede il  futuro dell'Iraq?

Il problema non è politico ma di sicurezza: ci sono dei terroristi kamikaze inviati da altri Paesi, sostenuti con armi e denaro. I terroristi stranieri si servono della rete baathista, che è ancora in piedi e si distingue per la sua brutalità e i suoi legami internazionali. (LF)

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
03/03/2005 iraq
Vescovo di Baghdad: I cristiani affollano le chiese e non lasciano più l'Iraq
31/01/2005 iraq
Iraq, le elezioni delle sorprese: seggi pieni, i sunniti al voto anche a Falluja
31/01/2005 iraq
Ha votato oltre il 65% degli iracheni all'estero
02/12/2004 iraq
Iraq, al Sistani benedice il partito sciita per le elezioni
14/02/2005 IRAQ
Mons. Sako: la Sharia non sarà legge fondamentale

In evidenza
INDIA
Card. Toppo: Imparare dai tribali dell’India ad avere cura della terra e dei suoi abitanti
di Nirmala CarvalhoL’arcivescovo di Ranchi parla ad AsiaNews in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato (1 settembre). Nel Paese “più di un milione di tribali è cattolico, e nella nostra cultura noi rispettiamo la natura e ne celebriamo i doni”. Oggi “per essere veri testimoni di Cristo dobbiamo rispondere alla crisi ecologica attraverso una profonda conversione spirituale”.
VATICANO-IRAQ
P. Samir di Amadiya: Il Papa è la voce dei profughi irakeni
di Bernardo CervelleraIl sacerdote caldeo ha incontrato papa Francesco chiedendogli di tenere alta l’attenzione del mondo sui profughi cristiani di Mosul e della Piana di Ninive. Nella sua diocesi vivono 3500 famiglie cristiane e quasi mezzo milione di yazidi fuggiti davanti alle violenze dello Stato islamico. L’Isis non è tutto l’islam e vi sono musulmani che vogliono un Iraq della convivenza. I cristiani potrebbero emigrare, ma rimangono nella loro terra. I progetti di aiuto ai rifugiati: la scuola per i bambini, lavoro per gli adulti, una casa per ogni famiglia. L’appello di AsiaNews.
LIBANO
La Dichiarazione di Beirut: i musulmani in difesa della libertà dei cristianiLibertà di fede, di educazione e di opinione difese citando il Corano. Esse sono alla base dello Stato di diritto, che non deve essere uno Stato religioso. L’organo di riferimento dei sunniti del Libano condanna senza appello la violenza in nome di Dio. Il testo integrale del messaggio.

Dossier

Terra Santa Banner


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate