22/12/2015, 00.00
INDIA – VATICANO
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Leader islamico sul Giubileo: Insieme ai cristiani riconosco che Dio è il più misericordioso

di Akhtarul Wasey*
Il prof. Akhtarul Wasey è Commissario del governo di Delhi per le minoranze linguistiche. Condivide con AsiaNews una riflessione sul significato del Giubileo della Misericordia nel rapporto tra cristiani e musulmani. “I fedeli musulmani recitano la preghiera: Nel nome di Dio, il più generoso, il più misericordioso”. La gratitudine per il lavoro della Chiesa cattolica al servizio di poveri, emarginati, abbandonati.

New Delhi (AsiaNews) – La Misericordia “è un attributo di Dio e Dio vuole che noi siamo misericordiosi l’un l’altro. Io, in quanto musulmano, vibro insieme ai miei fratelli e sorelle cristiani nel riconoscere che Dio è il più misericordioso”. Lo dice ad AsiaNews il prof. Akhtarul Wasey, Commissario per le minoranze linguistiche del governo dell’India, commentando il Giubileo della Misericordia inaugurato lo scorso 8 dicembre da papa Francesco.

Il leader musulmano cita la preghiera islamica “Bismi-llahi ar-Rahmani ar-Rahimi”, che vuol dire: “Nel nome di Dio, il più generoso, il più misericordioso”. Tale preghiera ricorda ai fedeli di religione musulmana di essere misericordiosi verso gli altri esseri umani.

Il prof. Wasey ringrazia la Chiesa cattolica per il suo servizio a favore dei poveri, degli esclusi, degli abbandonati. “Sono certo – conclude – che le persone di buona volontà si uniranno alla Chiesa per migliorare le condizioni di vita delle persone”. Traduzione a cura di AsiaNews.

Nella Misericordiae Vultus [la Bolla di indizione del Giubileo della Misericordia – ndr] papa Francesco ha scritto che la Misericordia è “l’architrave che sorregge la vita della Chiesa. Tutto della sua azione pastorale dovrebbe essere avvolto dalla tenerezza con cui si indirizza ai credenti; nulla del suo annuncio e della sua testimonianza verso il mondo può essere privo di misericordia” (n. 10).

Di certo la misericordia di Dio è al centro della vita della Chiesa. Sono lieto del fatto che la Chiesa riconosca se stessa attraverso il rafforzamento del suo servizio ovunque a favore soprattutto dei poveri, delle persone emarginate, in particolare nel corso di questo Anno di Misericordia.

Di sicuro la misericordia è un attributo di Dio e Dio vuole che noi siamo misericordiosi l’un l’altro.

In quanto musulmano, io senza dubbio vibro insieme ai miei fratelli e sorelle cristiani nel riconoscere che Dio è il più misericordioso. Molti cristiani avranno sentito che i musulmani recitano una breve preghiera: “Bismi-llahi ar-Rahmani ar-Rahimi”. Essa viene tradotta in questo modo: “Nel nome di Dio, il più generoso, il più misericordioso”. Questa preghiera non solo ricorda ai musulmani che Dio è misericordioso, ma chiede loro di essere misericordiosi verso gli altri esseri umani.

Io sono grato al servizio che la Chiesa rende a favore delle persone discriminate in India, e in particolare i servizi nel campo dell’educazione e delle cure mediche. La Chiesa non discrimina nessuno, serve tutti con amore. La Chiesa non dimentica i poveri e gli emarginati, ma al contrario riserva loro una particolare cura. Questa è una cosa che riscalda il cuore.

Io credo che la Chiesa in India potrà esplorare nuove possibilità di cooperazione con molte altre persone di buona volontà delle varie comunità religiose, per servire soprattutto i poveri e i gruppi esclusi. Sono certo che persone di buona volontà si uniranno alla Chiesa per lavorare insieme per migliorare le condizioni di vita delle persone.

*Commissario per le minoranze linguistiche in India: ex direttore del Zakir Husai – Istituto di studi islamici; ex presidente del Dipartimento di studi islamici alla Jamia Millia Islamia, l’Università islamica nazionale a New Delhi; ha partecipato a Roma al 50mo anniversario del Pisai (Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica); è uno dei firmatari del “A Common Word between Us and You”, una lettera aperta invita a papa Benedetto XVI da 138 leader religiosi musulmani allo scopo di promuovere maggior comprensione tra le due religioni.

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