22 Novembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est
  •    - Cina
  •    - Corea del Nord
  •    - Corea del Sud
  •    - Giappone
  •    - Hong Kong
  •    - Macao
  •    - Taiwan


  • » 24/01/2013, 00.00

    TIBET

    Leader tibetano: Xi Jinping non può ignorare la tragedia del Tibet

    Nirmala Carvalho

    È l'appello di Tempa Tsering, rappresentante del Dalai Lama a New Delhi, al nuovo presidente. Finora Xi non si è espresso sul Tibet, dove i giovani continuano a darsi fuoco contro la repressione di Pechino. Da sempre il Partito comunista cinese ha fame di terra e potere e ha paura del Dalai Lama, amato anche da milioni di cinesi.

    New Delhi (AsiaNews) - "Il nuovo presidente Xi Jinping non può ignorare quello che sta accadendo in Tibet e le ragioni che vi sono dietro all'escalation di proteste nella regione. Il nuovo premier non ha ancora preso possesso della carica. Speriamo che la verità prevalga durante il loro mandato". È l'appello di Tempa Tsering, rappresentante del Dalai Lama a New Delhi e responsabile dei negoziati con il governo cinese, al nuovo segretario del Partito conunista cinese.

    Giudicato da molti come un riformatore, finora Xi non si è ancora pronunciato sulla situazione in Tibet, dove decine di giovani si danno fuoco per protestare contro i soprusi del regime. L'ultima autoimmolazione è avvenuta il 22 gennaio, portando a oltre 100 il numero delle vittime, fra essi anche ragazzi di 17 anni. 

    "L'amministrazione tibetana - afferma Tsering - ha ordinato alla popolazione di non emulare questi gesti estremi. Purtroppo, invece di cambiare Pechino ha aumentato la repressione sulla libertà religiosa e sulle libertà individuali, spingendo molti giovani tibetani a prendere la drastica decisione dell'auto-immolazione". 

    Per il leader tibetano, la Cina reagisce in questo modo perché ha paura dell'autorità morale del Dalai Lama, che considera una minaccia al suo potere economico e militare: "Egli non è solo venerato e amato dalla comunità internazionale, ma anche da milioni di cinesi". All'amore per la più grande autorità del buddismo tibetano, Pechino risponde con la repressione, la forza, la negazione dei diritti umani fondamentali.

    Tsering spiega che la Cina ha sempre avuto una fame insaziabile di terra e ha ancora l'ambizione di dominare gli altri popoli. "In questo clima - sottolinea - non ci possono essere le basi per costruire una fiducia reciproca. La soluzione alla fine delle auto-immolazioni si trova a Pechino, non in Tibet. Il governo cinese deve rivedere le sue politiche repressive e affrontare le sofferenze della popolazione tibetana che vive indescrivibili situazioni di miseria e oppressione. Il nuovo esecutivo deve consentire in futuro a giornalisti stranieri e a Ong di visitare il Tibet per raccontare la verità alla comunità internazionale". 

     

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    25/09/2012 TIBET - CINA
    Un summit tibetano per uscire dal tunnel delle auto-immolazioni
    Il governo in esilio convoca a Dharamsala 400 delegati da tutto il mondo per preparare una nuova politica che possa bloccare l'ondata di suicidi che attraversa la regione. Il primo ministro in esilio: "Dobbiamo fare in modo che la sofferenza dei nostri compatrioti non vada sprecata".

    06/07/2011 TIBET – INDIA – CINA
    Per il compleanno del Dalai Lama, repressione in Cina e Nepal
    Le autorità di Pechino e Kathmandu impediscono ai buddisti di celebrare il 75esimo compleanno del leader spirituale. E la Cina attacca: “Non importa che si sia ritirato, il governo tibetano in esilio non esiste”.

    13/05/2016 11:56:00 TIBET – CINA
    Il Dalai Lama sfida il Partito: Trovate la reincarnazione di Mao e sceglierete il mio successore

    Il leader buddista ironizza sulle continue ingerenze del governo cinese nella sfera religiosa: “Sono atei e materialisti per loro stessa definizione ma vogliono decidere il prossimo capo del buddismo tibetano. Ho una proposta: prima annunciate la rinascita di Mao e degli altri grandi leader comunisti e poi ne parliamo”. Sul futuro della sua istituzione, tornato serio, ribadisce: “Deciderà il popolo tibetano”.



    19/07/2011 CINA - TIBET
    La Cina arresta e esalta i suoi “progressi” nel Tibet. Il Dalai Lama: Pechino è ridicola
    Un monaco ha onorato il compleanno del Dalai Lama appendendo dei piccoli vessilli bianchi beneauguranti: arrestato, è sparito nel nulla. Intanto il vice presidente Xi Jinping visita Lhasa, loda i “progressi” nella regione e promette: “Schiacceremo il Dalai Lama”. Mentre questi bolla le politiche religiose comuniste come “ridicole” e chiude la questione della propria successione: “Me ne occuperò io”.

    04/08/2015 TIBET – CINA
    Il Partito comunista “deciderà il prossimo Dalai Lama. Su questo non si discute”
    Un “conclave” riunito a Pechino e guidato dal presidente Xi Jinping cerca di chiudere la “questione tibetana” e minaccia ritorsioni in caso di reincarnazioni “non autorizzate”. Il governo comunista vuole intervenire su scelte puramente religiose. difendendo tradizioni antiche, nate secoli prima della Repubblica popolare. Deputato tibetano: “Nella migliore delle ipotesi sono dichiarazioni ridicole”.



    In evidenza

    HONG KONG - CINA - VATICANO
    Messa per un sacerdote sotterraneo defunto. Il card. Zen chiede a Dio la grazia di salvare la Chiesa in Cina e la Santa Sede ‘dal precipizio’

    Li Yuan

    P. Wei Heping, 41 anni, è morto in circostanze misteriose, buttato in un fiume a Taiyuan (Shanxi). Per la polizia egli si è suicidato. Ai familiari non è stato permesso nemmeno di vedere il rapporto dell’autopsia. Per il card. Zen la Santa Sede (che “non è necessariamente il papa”) cerca un compromesso a tutti i costi col governo cinese, rischiando di “svendere la Chiesa fedele”. Giustizia e pace pubblica un libretto su p. Wei, per non dimenticare.


    VATICANO - ITALIA - USA
    Papa: non più la guerra, che ha per frutto la morte, 'la distruzione di noi stessi'



    Francesco nel giorno della Commemorazione dei defunti ha celebrato messa al Cimitero americano di Nettuno. “Quando tante volte nella storia gli uomini pensano di fare una guerra, sono convinti di portare un mondo nuovo, sono convinti di fare una ‘primavera’. E finisce in un inverno, brutto, crudele, con il regno del terrore e la morte”.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®