21/09/2013, 00.00
COREA DEL SUD
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L'esempio dei martiri coreani, stimolo a rendere la Chiesa migliore

di Joseph Yun Li-sun
Ieri i cattolici del Sud hanno celebrato la memoria liturgica di sant'Andrea Kim Taegon, primo sacerdote autoctono, e dei suo compagni martiri. Vescovo di Daejeon: "Abbiamo pregato perché dal loro esempio nasca una spinta continua al bene".

Seoul (AsiaNews) - La memoria liturgica dei martiri coreani "è sempre una grande festa per i cattolici coreani. Siamo molto fieri della loro testimonianza di fede, e preghiamo con ancora più intensità in vista della canonizzazione dei prossimi martiri di Corea". P. Stefano Kim, sacerdote dell'arcidiocesi di Seoul, spiega ad AsiaNews che "la nascita 'particolare' della Chiesa di Corea, fondata dai laici, ci fa essere ancora più legati alla memoria dei nostri martiri".

Allo stesso modo il vescovo di Daejeon, mons. Lazzaro You Heung-sik, ha celebrato una grande funzione liturgica per ricordare Sant'Andrea Kim Taegon, primo sacerdote coreano, e i suoi compagni martirizzati nel XIX secolo: "Abbiamo pregato perché dal loro esempio nasca una spinta continua al bene, affinché anche la nostra Chiesa contemporanea possa vivere sul loro esempio".

Andrea Kim Taegon nasce nel 1821 da una nobile famiglia cristiana e cresce in un ambiente decisamente ispirato ai principi cristiani: il padre in particolare aveva trasformato la sua casa in una "chiesa domestica", dove affluivano i cristiani e i neofiti della nuova fede per ricevere il battesimo. Scoperto dalle autorità non volle rinunciare alla sua fede, morendo martire a 25 anni.

La Chiesa coreana è stata fondata e sostenuta dai laici; la fede cristiana comparve in Corea agli inizi del 1600 tramite le delegazioni straniere che ogni anno visitavano Pechino. Tuttavia la nuova religione non incontrò il favore del governo locale, che per secoli ha portato avanti una feroce persecuzione nei suoi confronti. Oggi più del 10 % della popolazione totale è di fede cattolica, e questo numero aumenta di anno in anno.

Nelle persecuzioni coreane perirono più di 10mila martiri: di questi 103 furono beatificati in due gruppi distinti nel 1925 e nel 1968 e poi canonizzati tutti insieme il 6 maggio 1984 a Seoul in Corea da papa Giovanni Paolo II; di questi solo 10 sono stranieri (3 vescovi e 7 sacerdoti) mentre tutti gli altri sono coreani, catechisti e fedeli. Secondo mons. You "questa ferocia ha spinto il nostro popolo a reagire con più forza. Abbiamo affrontato guerre e dittature alla luce di questa grazia straordinaria. Dobbiamo esserne degni".

 

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