Pechino (AsiaNews) – Le autorità cinesi hanno picchiato e arrestato Wang Yonghang, avvocato e attivista per i diritti umani di Dalian, città della provincia di Liaoning, nel nord-est della Cina. Lo riferisce oggi l’associazione Chinese Human Rights Defenders (Chrd), secondo cui alla base del fermo vi sarebbe “l’uso di un culto volto a danneggiare il sistema legale e sociale”.
Il fatto risale al 4 luglio, ma è emerso solo nei giorni scorsi grazie alla testimonianza della moglie. Yu Xiaoyan racconta che Wang è stato “bloccato da decine di poliziotti” i quali, durante le fasi dell’arresto, lo hanno “percosso con brutalità”. A causa delle violenze subite, l’attivista per i diritti umani – noto per la sua battaglia a difesa dei membri di Falun Gong, movimento fuorilegge in Cina – ha riportato la frattura della caviglia e numerose ferite in tutto il corpo.
La notifica del provvedimento di fermo a carico di Wang è stato depositata l’11 agosto scorso, lo stesso giorni in cui l’uomo è stato operato perché la lesione alla caviglia si era infettata. L’intervento è stato eseguito all’ospedale di Dalian, senza che la famiglia ne fosse informata o avesse dato il suo assenso. Egli è richiuso nel carcere cittadino ed è sottoposto a continue percosse e abusi. “Non mi hanno fatto sapere nulla – denuncia Yu Xiaoyan – nemmeno in merito all’esito dell’operazione”.
“L’arresto e la tortura di Wang – afferma Jiang Yingying, ricercatore di Chrd – costituiscono un segnale agghiacciante lanciato alla comunità degli attivisti per i diritti umani”. Secondo un recente rapporto del gruppo, nel 2009 almeno 18 avvocati hanno perso la licenza professionale per la loro battaglia per i diritti umani.
La notizia dell’arresto e della tortura di Wang contrasta con i segnali di distensione lanciati nei giorni scorsi da Pechino, che il 23 agosto ha rilasciato il 36enne Xu Zhiyong, attivista per i diritti umani e membro dell’associazione Gongmeng. Lo scorso anno egli aveva sostenuto la battaglia delle vittime dello scandalo del latte alla melamina. Xu è stato arrestato il 29 luglio e di lui si era persa ogni traccia. Il fermo segue la chiusura dell’associazione, disposta dalle autorità in seguito alla condanna per “evasione fiscale”.
Il 22 agosto è stato liberato anche Ilham Tothi, economista di etnia uiguri, scomparso in seguito all’esplosione delle violenze nello Xinjiang. Egli è stato arrestato con l’accusa di aver fomentato le rivolte della minoranza etnica musulmana, che hanno causato centinaia di morti. Due giorni dopo l’inizio della protesta a Urumqi – il 5 luglio – le autorità lo hanno confinato agli arresti domiciliari. La scorsa settimana egli è stato prosciolto dalle accuse e rilasciato.