06/04/2005, 00.00
LIBANO - VATICANO
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Libano, ad Harissa in migliaia onorano il papa

Il card. Sfeir presiede la messa nel santuario mariano visitato da Giovanni Paolo II e sprona i politici: "Realizzare il sogno del papa: la pace in Medio Oriente".

Harissa (AsiaNews) – "Resta con noi" sono le parole del Vangelo con cui il card. Nasrallah Sfeir, patriarca maronita, ha iniziato oggi la celebrazione eucaristica in suffragio del papa alla presenza di migliaia di fedeli. La messa solenne, svoltasi nel santuario mariano di Harissa, visitato dallo stesso pontefice nel 1997, ha visto anche la partecipazione di numerosi rappresentanti religiosi e politici da tutto il paese.

Alla funzione nella basilica di Nostra Signora del Libano erano presenti tutti i patriarchi, vescovi e superiori generali degli ordini religiosi cattolici presenti nel paese. Per la chiesa ortodossa c'erano 2 vescovi in rappresentanza del patriarca greco ortodosso d'Antiochia e di tutto l'Oriente, e del patriarca siro-ortodosso. Presenti anche alcuni membri anche delle comunità protestanti. Tra i politici hanno partecipato diversi ministri e deputati insieme al rappresentante del presidente della Repubblica.

In chiesa sedevano anche le massime autorità militari e diplomatiche del paese insieme ad oltre 200 sacerdoti, 600 religiosi e più di 6 mila fedeli di tutto il Libano.

Nella sua omelia il card. Sfeir ha ricordato il "profondo amore" del pontefice per il Medio Oriente, "terra benedetta da Dio". Per questo ha esortato i presenti a raddoppiare gli sforzi per realizzare il sogno del papa: "la pace in un Medio Oriente riconciliato".

Il patriarca maronita ha definito il pontefice una figura "irrepetibile, un instancabile messaggero e difensore della causa dell'uomo".

I patriarchi delle Chiese cattoliche del Libano sono partiti oggi per Roma. Venerdì parteciperanno alle esequie del papa in Vaticano. Prima di lasciare il Libano il card. Sfeir ha espresso il dolore della popolazione del Libano per la grande perdita dell'"amato papa". Il patriarca ha poi ribadito l'importanza di proseguire gli sforzi del pontefice per far rinascere "un nuovo Libano libero, sovrano ed indipendente". (YH)

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