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    » 22/08/2012, 00.00

    INDIA – SRI LANKA

    Lo Sri Lanka attacca e arresta 16 pescatori indiani del Tamil Nadu

    Nirmala Carvalho

    Da giorni la Marina srilankese aggredisce i pescherecci indiani. Un uomo è ricoverato in ospedale per le ferite riportate nell'attacco. Colombo parla di "controlli di routine" e "sconfinamenti illegali". Un attivista: le nostre istituzioni pensano a fare affari con lo Sri Lanka, invece di difendere i nostri diritti.

    Mumbai (AsiaNews) - La Marina dello Sri Lanka ha attaccato 22 pescatori indiani del Tamil Nadu, arrestando e ferendo 16 di loro. Lo denuncia ad AsiaNews Armstrong, attivista per i diritti dei pescatori del Sangumal Fisher Forum. "Gli attacchi - spiega - vanno avanti da giorni. Questa situazione sta seminando il panico nella comunità di pesca del Tamil Nadu. I governi devono fare qualcosa". Per il momento, le autorità dello Sri Lanka non negano gli incidenti, ma ridimensionano i fatti parlando di controlli di routine per fermare gli sconfinamenti illegali nelle proprie acque territoriali, compiuti in modo regolare dalle imbarcazioni indiane.

    Secondo la ricostruzione fatta dall'India, i pescatori vittime degli attacchi provengono dalle comunità di Vedaranyam, Nagapattinam e Rameswaran. Oltre alle aggressioni fisiche contro gli uomini, la Marina srilankese avrebbe anche danneggiato in modo grave reti e strumentazione. I 16 arrestati, tutti originari del villaggio di Rameswaran, sono stati tenuti in custodia per una notte nell'isola di Neduntheevu, vicino a Katchatheevu. Uno di loro, Adimai, 46 anni, ha riportato ferite gravi ed è ora in cura all'ospedale governativo del suo villaggio.

    "Le vittime - sottolinea Armstrong - sono tutti pescatori, la cui sopravvivenza deriva in modo totale dal loro lavoro. Eppure, continuano a subire abusi di ogni sorta da parte della Marina dello Sri Lanka". Secondo la legge, spiega, "per ogni attacco, il governo del Tamil Nadu dovrebbe scrivere una lettera al governo centrale, che a sua volta risponderà 'prenderemo provvedimenti'. Ma questi provvedimenti non arrivano mai, mentre continuano ad avvenire attacchi e omicidi. Al nostro governo interessa solo fare affari con lo Sri Lanka, mentre lascia i propri cittadini soli".

    "Noi pescatori - conclude - abbiamo perso la fiducia verso tutte le nostre istituzioni. La condizione socioeconomica di queste comunità è a un punto critico. La nostra domanda è: anche noi siamo cittadini dell'India?".

    Da decenni è in corso una polemica tra New Delhi e Colombo per i continui sconfinamenti dei pescatori, che irritano soprattutto i governi degli Stati indiani costieri e delle isole della Baia del Bengala. D'altra parte, secondo lo Sri Lanka le imbarcazioni indiane, che praticano la pesca a strascico, danneggiano l'ecosistema distruggendo barriera corallina, alghe, gamberetti, pesci e qualsiasi organismo resti intrappolato nelle reti. 

     

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