21 Gennaio 2018
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 01/09/2014, 00.00

    LIBANO - IRAQ - SIRIA

    Lo Stato islamico, minaccia per la convivenza persino fra i musulmani



    Le azioni delle milizie jihadiste assumono sempre più un elemento confessionale. Colpire simboli religiosi comuni, come la tomba di Giona e il mausoleo di San Giorgio a Mosul, significa distruggere ponti culturali, storici e sociali. Le divisioni non riguardano solo le diverse religioni, ma si fanno sempre più marcate nell’islam stesso, fra sunniti e sciiti.

    Beirut (AsiaNews) - Il folle progetto jihadista, che mira alla fondazione di un califfato islamico in Medio oriente, potrebbe mettere anche la parola fine alla tradizionale e secolare convivenza fra cristiani e musulmani in Medio oriente, in particolare Iraq, Siria e Libano. Le uccisioni, le violenze, gli attacchi delle milizie islamiste assumono sempre più un elemento confessionale; esso non riguarda solo i membri delle due principali religioni (e altre minoranze), ma colpisce la stessa comunità islamica, divisa fra sunniti e sciiti. Come evidenziano gli esperti di questioni mediorientali, non è certo un caso che lo Stato islamico abbia preso di mira e raso al suolo più luoghi sacri e centri di culto, piuttosto che attrazioni turistiche o siti archeologici di elevato interesse storico-culturale.

    I luoghi sacri, in Iraq e in tutto il Medio oriente, per molto tempo sono stati punto di incontro, di tolleranza e coesistenza pacifica. Fra questi la tomba del profeta Giona - celebrato da cristiani e, in molti casi, ancor più dagli stessi musulmani - e il mausoleo di San Giorgio, patrono di Mosul, distrutti dal folle progetto islamista. Ed è per uccidere la convivenza, che gli islamisti hanno colpito persone e simboli di una (comune) integrazione religiosa e culturale. Infatti, proprio San Giorgio rappresenta un simbolo di unione fra le due religioni: profeta per i musulmani, santo per i cristiani. 

    Intanto nel vicino Libano i membri di Al Nusra, cellula legata alla rete del terrore di al Qaeda, attiva in Siria, minacciano di decapitare ostaggi sciiti, mentre liberano i soldati governativi sunniti. I miliziani sarebbero pronti a giustiziare altri soldati sciiti dell'esercito di Beirut, nel caso di partecipazione attiva di Hezbollah nella guerra. In tutto il Libano vi sarebbero almeno 3mila jihadisti sotto copertura, attivi nella campagna di reclutamento.

    La spaccatura interna all'islam fra sunniti e sciiti si fa sempre più marcata e procede di pari passo con l'avanzata delle milizie dello Stato islamico, che hanno sfruttato un vuoto di potere - in particolare a Baghdad, dopo la caduta di Saddam Hussein - per accrescere la propria influenza. 

    Le tensioni fra sunniti e sciiti sono ormai una minaccia non solo locale, ma per la pace e la sicurezza globale. Soffiare sul fuoco dell'elemento confessionale, in particolare all'interno dell'universo islamico, significa anche sfidare il concetto stesso di nazione in molte realtà mediorientali come la Siria, l'Iraq, il Libano, il Bahrain e lo Yemen. Lo scenario è quello di Stati e governi sempre più deboli, con le autorità divise al loro interno e milioni di sfollati costretti ad abbandonare le loro millenarie terre, dando origine a crisi umanitarie dalla portata devastante. 

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    08/07/2016 12:22:00 IRAQ
    Ancora morti in Iraq, patriarca Sako: cristiani e musulmani uniti contro il terrorismo

    La Chiesa caldea ha organizzato una veglia di preghiera per le vittime della strage di Baghdad. Il numero dei morti è salito a 292. E non si fermano le violenze: 30 morti e 50 feriti in un attentato al santuario sciita di Balad. Mar Sako: Crimini che rinnegano i valori delle religioni e conducono i loro autori “all’inferno, non in paradiso”. 



    06/07/2016 08:55:00 IRAQ
    La strage di Baghdad, il "peggior attentato dall’invasione americana del 2003"

    Il bilancio delle vittime dell’attacco del 3 luglio a Karrada è salito a 250. Molti dei feriti sono stati dimessi. I casi più gravi trasferiti in strutture all’estero. Cittadini organizzano fiaccolate e preghiere per la pace. Per l’Eid al-Fitr il patriarca caldeo chiede ai “fratelli musulmani” di condannare una visione “deviata e distorta” della fede. 



    04/07/2016 12:46:00 IRAQ
    Patriarca Sako: Dietro la strage di Baghdad c'è il desiderio dell’Isis di dominare il mondo

    Questa mattina il patriarca caldeo ha visitato il quartiere di Karrada, teatro dell’attentato jihadista. Le vittime sono almeno 165, oltre 225 i feriti. Secondo alcune fonti i morti oltre 200. Contro la violenza estremista servono “unità” a livello di governo e una presa di coscienza del mondo musulmano, perché lo SI è un “cancro per l’islam stesso”. La preghiera di papa Francesco. 



    05/07/2016 15:34:00 IRAQ
    Patriarca caldeo: I musulmani rispondano alle violenze commesse in nome della religione

    Per la festa di Eid al-Fitr, che segna la fine del mese di digiuno e preghiera islamico, Mar Sako rivolge si rivolge “ai nostri fratelli musulmani”. Egli auspica maggiore impegno contro la violenza e la promozione di una “ideologia moderata”. L’obiettivo di unità nazionale nella diversità e la fine del dramma degli sfollati. 



    27/04/2016 14:14:00 IRAQ
    Ausiliare di Baghdad: "L’Iraq è nel caos, ha toccato il momento più basso della sua storia"

    Mons. Warduni racconta di una popolazione “molto stanca” per mancanza di lavoro, di risorse, di prospettive. Il petrolio ha attirato gli interessi di molti, svuotando però le ricchezze del Paese. Il premier al Abadi spinge sulle riforme ma deve destreggiarsi fra resistenze parlamentari e proteste di piazza. Parlamentare cristiano: "Per salvare l’Iraq servono unità interna e pace fra sauditi e iraniani". 





    In evidenza

    EGITTO-LIBANO
    Al Cairo, musulmani e cristiani si incontrano per Gerusalemme, ‘la causa delle cause’

    Fady Noun

    Si è tenuta il 16 e 17 gennaio all’istituto sunnita al-Azhar. Hanno preso parte molte personalità del Libano, fra cui il patriarca maronita Bechara Raï. I mondo arabo diviso fra “complice passività” e “discorsi rumorosi ma inefficaci”. Ex-premier libanese: coordinare le azioni per una maggiore efficienza al servizio di una “identità pluralistica di Gerusalemme” e della “libertà religiosa”. Card. Raï: serve preghiera congiunta, la solidarietà interreligiosa islamico-cristiana in tutto il mondo arabo e sostenere i palestinesi.


    CINA
    Yunnan: fino a 13 anni di prigione per i cristiani accusati di appartenere a una setta apocalittica



    Le setta in questione è quella dei Tre gradi del Servizio, un gruppo pseudo-protestante sotterraneo fondato nell’Henan e diffuso soprattutto nelle campagne. I condannati rivendicano di essere solo cristiani e di non sapere nulla della setta. Gli avvocati difensori minacciati della revoca della loro licenza.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

     









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®