18/05/2009, 00.00
INDIA
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Lo “tsunami” Rahul Gandhi ha mobilitato i giovani stanchi

di CT Nilesh
Il figlio di Sonia Gandhi è stato il fattore decisivo della vittoria del Congress. Puntando sul bisogno di sviluppo, ha conquistato il voto dei giovani, stufi della politica basata sulle divisioni di casta e di religione.

Mumbai (AsiaNews) - Ancora una volta il popolo indiano ha sorpreso il mondo con la sua capacità politica di cambiare. Secondo i dati più recenti, i risultati danno 261 seggi all’Upa (United Progressive Alliance), la coalizione al governo, dei quali 201 sono del Congress (ne aveva 145 nel 2004). L’Nda (National Democratic Alliance) ne guadagna solo 159, dei quali 121 sono del Bjp (Bhatariya Janata Party, il partito nazionalista indù, che nel 2004 aveva avuto 138 seggi). Gli altri partiti hanno vinto in tutto 123 seggi (la sinistra ne ha presi 24; nel 2004 ne aveva presi 59).

Prima delle elezioni i media prevedevano un parlamento senza maggioranza ed una finale in pareggio per i due partiti nazionali (Congress e Bjp), ma il silenzioso e imprevisto “tsunami” di Rahul Gandhi ha spinto il Congress a risultati inaspettati: da 145 posti in parlamento nel 2004, ai 201 nella presente elezione. L’abilità di Rahul si è manifestata soprattutto nel successo avuto nello stato dell’Uttar Pradesh. Era sempre stato il baluardo del Congress, ma dal 1984, con l’ascesa dei nuovi partiti dei fuori casta, il Congress non ha mai raggiunto numeri determinanti.  Rahul vi ha percorso 87.000 chilometri ed ha parlato in 110 comizi, e così i voti dei giovani per lui hanno conquistato 21 seggi. Un successo ancor maggiore è stato in Haryana, uno stato vicino a New Delhi, 9 seggi su 10 per i Congress. Anche in New Delhi tutti i sette seggi sono andati al Congress.

La seconda sorpresa è stata per i partiti di sinistra. Hanno avuto 24 seggi; meno della metà dei 59 seggi del 2004. La grande sconfitta è avvenuta nel West Bengal dove i comunisti sono al governo da mezzo secolo. Il Trinamul Congress di Mamata Banerjee ha fatto un salto da 1 (2004) a 19 ora, mentre i comunisti da 35 sono scesi a 15. Anche in Kerala i comunisti hanno sofferto una sconfitta: il Congress ha conquistato 16 seggi mentre i comunisti solo 4 dei precedenti 15.

Rahul, l’astro delle elezioni, non era a New Delhi a celebrare la vittoria quando sua mamma Sonia col primo ministro Manmohan Singh si sono presentati ai media per celebrare la vittoria. Egli è invece andato subito nella sua costituente a ringraziare la gente per la sua vittoria. I giornalisti hanno domandato a Sonia se Rahul sarebbe entrato nel governo. Con diplomazia, lei ha risposto che questa è una prerogativa del primo ministro. E Manmohan Singh ha detto che più volte lui ha invitato Rahul a prendere un ministero, ma il giovane rampollo ha sempre declinato.

Il tabloid Mumbai Mirror è uscito con un titolo “La marcia di Gandhi”, reminescenze della famosa marcia da Ahmedabad a Dandi del Mahatma Gandhi.  In realtà tutti hanno apprezzato questo giovane che non approfitta della posizione della famiglia per diventare subito ministro, ma ha preferito la lunga strada di ricostruire il partito del Congress democraticamente coi giovani. Ora tutti ammettono che la sua decisione di presentare il Congress da solo alle elezioni in Uttar Pradesh e in Bihar è stata saggia ed ha dato buoni frutti.

Quando il Mahatma è tornato in India dal Sud Africa, non ha sfruttato la sua fama per buttarsi in politica, ma si è messo a girare l’India rurale, di villaggio in villaggio, per conoscere la situazione reale del popolo. Allo stesso modo, questo nuovo Gandhi vuole incominciare come un umile membro del partito per ringiovanirlo e per conoscerne i nuovi dirigenti. Il portavoce del Congress in UP, Akhilesh Pratap Sigh dice: “Egli ha cominciato ad andare nelle scuole, nelle  università, nei seminar giovanili, alternando con visite ai villaggi dalit ed alle case di contadini in difficoltà”.

Si deciderà ad assumere un ministero nel prossimo governo? Rahul ha risposto dicendo che lo farà solo se è “costretto dal primo ministro o dal suo boss” intendendo sua madre. Lo si saprà tra qualche giorno.

Dall’altra parte dello spettro politico si vedrà che succederà nel campo del Bjp. LK Advani sembra avviarsi al tramonto. Chi sarà il capo dell’opposizione in parlamento?

E la sinistra continuerà a chiamarsi “comunisti maoisti” e ad usare falce e martello?

Nei prossimi giorni molte domande avranno una risposta.

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