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  • » 17/02/2017, 12.26

    BANGLADESH

    Lokhipur, giovane musulmano ucciso. Cattolici minacciati e in fuga

    Sumon Corraya

    L’uccisione di un criminale locale diviene pretesto per l’odio nei confronti della comunità cristiana. L’indagine è appena stata aperta. Le minacce e le ritorsioni dei musulmani: “Dieci di loro per uno dei nostri”. I timori dei leader cristiani: “Siamo un bersaglio. Chiediamo sicurezza”.

    Moulvibazar (AsiaNews) - Circa 2 mila cattolici vivono giorni di paura dopo il ritrovamento, da parte della polizia locale, di un cadavere a Meghatila Punji, nel distretto di  Moulvibazar. La scoperta è avvenuta nei pressi della parrocchia di Lokipur, della diocesi di Khulna. Nella mattina del 6 febbraio scorso, le autorità locali hanno rinvenuto il corpo di Rimon Miah, un giovane musulmano. Cattolici locali informano che il giovane, residente in un villaggio vicino, aveva diversi precedenti penali.

    Dopo il ritrovamento del cadavere del 25enne, i parenti di Rimon Miah hanno organizzato una protesta a Kulaura, un sotto-distretto locale, e hanno incitato all’odio nei confronti della popolazione indigena locale, cristiana al 98 per cento che vive coltivando palme di betel.

    Alcuni leader cristiani locali hanno informato la polizia delle loro preoccupazioni per le minacce da parte dei musulmani. “Abbiamo sentito – racconta Bably Bably Talang –  che durante le proteste loro [i musulmani] hanno dichiarato: ‘Loro [i cristiani] hanno ucciso uno dei nostri, noi uccideremo 10 dei loro’”. Talang, segretaria generale di Kuboraz, un’organizzazione per lo sviluppo che lavora a stretto contatto con le popolazioni indigene, dichiara ad AsiaNews: “La nostra gente vive giorni di paura, molti uomini hanno lasciato il villaggio per paura di essere arrestati dalla polizia. Potremmo essere attaccati dai musulmani in ogni momento”.

    I cristiani sostengono che a seguito dell’incidente persone non del luogo hanno impedito l’acquisto delle foglie di betel nei villaggi, ben noti per i punjees (piantagioni di palme di betel).

    Arun Sangma, cattolico locale, dice: "Non sappiamo chi ha ucciso Rimon Miah, lui era un criminale e aveva molti nemici. Non sappiamo nulla ma abbiamo ricevuto le minacce dei suoi parenti. Stiamo passando giorni nella paura. Verremo attaccati. Vogliamo sicurezza".

    Nel frattempo, nella locale stazione di polizia è stata aperta un’indagine contro ignoti per l’assassinio di Rimon Miah.

    Nirmol Rozario, presidente dell’Associazione cristiana del Bangladesh, racconda ad AsiaNews: “Ho chiesto all’ufficiale responsabile della stazione di polizia di Kulaura di non arrestare cristiani innocenti”.

    “Esigo – continua Nirmol – che da parte della polizia locale venga condotta un’indagine imparziale sull’uccisione di Rimon Miah affinchè sia resa giustizia alla vittima. Chiedo inoltre sicurezza per i cristiani di quella zona per evitare qualsiasi tipo di violenza settaria”.

    Md Shamsuddoha, ufficiale responsabile della stazione di polizia di Kulaura, afferma che le indagini sono in corso e che “non c'è nulla da temere per i cristiani locali, dal momento che solo i colpevoli dovranno affrontare l’azione delle autorità a indagine conclusa”.

    Tuttavia, le violenze settarie nei confronti delle minoranze religiose sono molto comuni in Bangladesh. I cristiani sono solo lo 0,4 per cento degli oltre 160 milioni abitanti del Paese a maggioranza musulmana.

    Non è stato possibile contattare i sacerdoti oblati che guidano la parrocchia di Lokhipur, frequentata da circa 3 mila cattolici, tutti provenienti dalle tribù indigene di quest’area collinare del Bangladesh.

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