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    » 01/08/2012, 00.00

    GRAN BRETAGNA – ASIA

    Londra 2012, otto asiatiche del Badminton sotto accusa per “scarso impegno”



    Le atlete fischiate dal pubblico e richiamate dall’arbitro, sono ora sotto indagine della Federazione. Esse provengono da Corea del Sud (due coppie), Cina e Indonesia. La 16enne cinese Ye Shiwen vince anche i 200 misti; ira dei blogger per le “vergognose” accuse di doping a suo carico. Lo statunitense Phelps nella leggenda, con la 19ma medaglia olimpica.

    Londra (AsiaNews) - Al quinto giorno di competizioni, le Olimpiadi di Londra 2012 fanno registrate il primo scandalo a livello sportivo con protagoniste atlete di origine asiatica. La Federazione mondiale di Badminton ha infatti incriminato otto giocatrici di doppio perché non avrebbero "dato il massimo, per vincere una partita". Le quattro coppie sul banco degli imputati per le scarse prestazioni fornite provengono dalla Corea del Sud (due), dalla Cina e dall'Indonesia e rischiano tutte pesanti provvedimenti sotto il profilo disciplinare. Ieri intanto i Giochi hanno incoronato il nuotatore statunitense Michael Phelps quale atleta più medagliato nella storia delle Olimpiadi - 19 in tutto, di cui 15 ori, un argento e tre bronzi - e il bis olimpico nei 200 misti per la 16enne cinese Ye Shiwen, la vera rivelazioni di questa rassegna.

    Una nota ufficiale della Federazione mondiale del Badminton conferma che le quattro coppie sono sotto indagine e potrebbero rischiare sanzioni "per non aver dato fondo alle proprie possibilità per vincere la partita". Le giocatrici "si sono comportate in una maniera che è chiaramente offensiva o dannosa" nei confronti "di questo sport". Sotto la lente dei giudici vi è il comportamento in campo delle cinesi Yu Yang e Wang Xiaoli e delle sud-coreane Jung Kyung-eun e Kim Ha-na per il primo match; nel secondo oggetto di inchiesta il duo Ha Jung-Eun e Kim Min-Jung (Corea del Sud), assieme alle indonesiane Meiliana Juahari e Greysia Polii.

    Nelle sfide disputate ieri le atlete avrebbero cercato di perdere con errori intenzionali - battute gettate apposta in rete, sbagli grossolani, scarso impegno - per poter disputare il turno successo contro avversarie di caratura inferiore sulla carta. Già durante le partite gli spettatori hanno a più riprese fischiato le giocatrici, mentre il giudice di gara faceva notare in diverse occasioni una condotta contraria allo spirito sportivo e al rispetto per il pubblico pagante.

    Chi invece non si è risparmiato per raggiungere il record di vittorie è il nuotatore Usa Michael Phelps, che grazie alle due medaglie vinte ieri è l'atleta che è salito più volte sul podio nella storia delle Olimpiadi: 19 le medaglie vinte in quattro diverse rassegne, contro le 18 vinte dalla ginnasta russa Larissa Semyonova Latynina tra il 1956 e il 1964. Ieri il cannibale di Baltimora è arrivato al secondo posto nei 200 delfino, la sua gara, dove dominava da tre edizioni dei Giochi (conquistando così il primo argento della carriera), e la medaglia d'oro nella staffetta 4x200 stile libero, grazie anche a una prestazione magistrale della squadra, in testa fin dalla prima vasca: da brividi gli ultimi 25 metri, con lo stadio tutto a fare il tifo per il più grande nuotatore (e forse il miglior atleta) della storia delle Olimpiadi.

    Sempre ieri la nuotatrice cinese Ye Shiwen (nella foto), astro nascente delle piscine, dopo i 400 misti ha vinto anche i 200, senza però annichilire le rivali con prestazioni al livello o persino superiori dei colleghi uomini. Il trionfo nei 400 aveva fatto nascere dubbi e sospetti, sfociati poi in una accusa nemmeno troppo velata di doping da parte di un esponente della federazione statunitense. Si è parlato addirittura di "manipolazione genetica", ma la vittoria di ieri conquistata grazie alla progressione negli ultimi 50 metri a stile libero hanno restituito una dimensione "umana" al successo della sedicenne che, al termine, ha dichiarato: "non mi aspettavo che le altre andassero così forte, ma non potevo permettermi di perdere la gara".

    Peraltro gli internauti cinesi hanno sfogato in rete la loro ira, difendendo la loro giovane beniamina e rispedendo al mittente le accuse di brogli o manipolazioni. Accusarla è "vergognoso", si leggeva in un post pubblicato su Sina.com, ed è indice di una mentalità "gretta". Altri parlano di "disperazione" di un Occidente "spaventato" dalla "crescita" cinese.

    Da sottolineare infine la prima medaglia per l'Egitto, conquistata dal fiorettista Alaaeldin Abouelkassem che ieri si è piazzato al secondo posto nella competizione individuale portandosi a casa un meritatissimo argento.

    Intanto nel medagliere olimpico continua il dominio della Cina, che è salita sinora per ben 13 volte sul gradino più alto del podio in quattro giornate di competizioni; sei gli argenti e quattro i bronzi per un totale di 23 medaglie. Anche gli Stati Uniti, al secondo posto generale, hanno conquistato 23 medaglie complessive, così distribuite: nove ori, otto argenti e sei bronzi. A terzo posto la Francia, seguita dalla Corea del Sud - tre ori, due argenti, tre bronzi - e da una sorprendente Corea del Nord, capace di portare ben tre atleti sul gradino più alto del podio, cui si unisce un bronzo per un totale di quattro medaglie complessive.

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