01/02/2008, 00.00
INDIA
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L’India sulle tracce di un medico a capo di un traffico di reni

di Nirmala Carvalho
Amit Kumar è un chirurgo, latitante, a capo di una delle più vaste reti di trapianti illegali di reni nel Paese. L’organizzazione, che opera a Gurgaon, attira i poveri con la falsa promessa di un lavoro per poi sottoporli, volenti o nolenti, all’espianto. Coinvolte numerose cliniche private e ospedali. E c’è chi ipotizza complicità della polizia.
Mumbai (AsiaNews) - Le autorità indiane sono sulle tracce di un medico ritenuto a capo di una vasta organizzazione criminale che tiene in mano un milionario racket di reni a Gurgaon, vicino New Delhi. La caccia all’uomo è scattata dopo un raid della polizia, il 24 gennaio, in una delle cliniche coinvolte nel giro di trapianti illegali. Ad accendere il campanello d’allarme, la segnalazione di una delle vittime, che dopo l’intervento chirurgico ora lamenta gravi problemi di salute.
 
Il dottore, conosciuto con il nome di Amit Kumar, è stato soprannominato dall’India’s Mail Today, “dottor Horror”. È lui la mente di quella che gli inquirenti definiscono tra le più vaste reti criminali per espianti e vendita di organi nel Paese: 4 medici, 5 infermiere, 20 paramedici, 3 ospedali privati, 10 cliniche per patologie specializzate e 5 centri di diagnosi, secondo quanto riferito da Mohinder Lal, incaricato della polizia per le indagini. “Sospettiamo che negli ultimi 9 anni queste persone abbiano effettuato tra i 400 e 500 trapianti”, ha detto Lal. L’organizzazione coprirebbe 6 Stati dell’Unione. Al momento solo uno dei 4 medici, Upender Kumar, è stato arrestato.
 
Quello che gli agenti hanno scoperto è scioccante. La gang assolda uomini che girano nei mercati più poveri di Old Delhi e delle città dell’Uttar Pradesh in cerca di donatori; una volta individuati li attirano con la falsa promessa di un lavoro ben retribuito (150 rupie al giorno più vitto e alloggio) e li portano nelle loro sedi. Qui vivono per giorni segregati, senza nessuna informazione sul loro destino – come raccontano alcune delle vittime – finché sono sottoposti all’intervento di espianto. Per un rene vengono offerti tra i 1000 e i 2500 dollari. Ma non tutti accettano, così chi fa resistenza viene drogato e operato lo stesso. Gli organi vengono poi venduti a ricchi indiani e a stranieri non residenti. Nell’ultimo raid la polizia ha scoperto una lista di attesa in cui figurano 48 nomi e in una delle cliniche erano ricoverati 3 greci e due americani, con probabilità in attesa di trapianto.
 
Amit Kumar, chirurgo originario del Maharashtra, possiede diversi passaporti e numerosi alias; ha proprietà del valore di decine di milioni di rupie a Gurgaon e Mumbai e almeno 12 conti in differenti banche sparse per tutto il mondo. La stampa indiana ha messo sotto accusa la polizia, colpevole di essersi lasciata scappare più volte il pericoloso dottor Kumar. Nel 1994, infatti, era già stato arrestato per traffico di reni a Mumbai, ma era riuscito a fuggire. Dopo aver cambiato nome ha messo in piedi una nuova rete di cliniche nascoste in appartamenti privati a Gurgaon. Nel 2000 gli agenti ne avevano perquisita una, ma in qualche modo il chirurgo ha avuto il permesso di continuare ad operare. Proprio per questi precedenti nei gironi scorsi dalle sue colonne, il quotidiano The Times of India suggeriva al governo di investigare i “nessi tra i commercianti di organi e le forze di polizia”.
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