10/10/2016, 14.33
THAILANDIA
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L’etnia Morgan sta perdendo a poco a poco la propria identità

Forzati a vivere sulla terra ferma i Morgan (popolo del mare) vengono esclusi dalla società e spesso i loro diritti vengono violati.

Bangkok (AsiaNews) - I Morgan chiamati anche Chao Lay  (che significa “il popolo del mare”) è un gruppo etnico di circa 2mila persone. Tra le tribù di lingua austronesiana è presente lungo le coste del Mare delle Andamane sulla parte Ovest della Thailandia tra le province di Trang, Krabi, Phuket, Phang-Nga e Ranong fino al Myanmar. Il loro modo di vivere va a poco a poco perdendosi a contatto con la cultura dominante del Paese.

I Morgan conducono una vita semplice, usando reti e lance per accaparrarsi il cibo sia per il consumo che per la vendita nei mercati locali. Per oltre 100 anni hanno trascorso la loro vita sulla barca avanti e indietro per il Mare delle Andamane meridionale, eccetto durante il periodo dei monsoni, fino allo tsunami del 26 dicembre 2004 dove centinaia di migliaia di persone morirono. La comunità Morgan ha la propria identità che si esprime nel modo di vivere, nella cultura e nella saggezza. Tali elementi stanno scomparendo a causa “dell’intervento” della società che si è intromessa nelle loro tradizioni, inclusa la religione. Ad esempio i Morgan erano soliti venerare statue e questo è in contrasto con la religione dominante.

Padre Suwat Luangsa-ard, Direttore della commissione per gli affari sociali, soccorso e rifugio della fondazione Surat Thani della diocesi medesima, è responsabile per la cura pastorale dei Morgan. Essa sostiene la loro condizione personale, la qualità della vita e l’occupazione per le isole Change e Phayamg. Padre Luangsa-ard esprime la sua visione su questa sfortunata tribù affermando: “La cultura del vivere felici dei Morgan sta scomparendo a causa delle ‘buone intenzioni’ della società. L’assistenza più importante è quella che riguarda i documenti d’identità dato che sono necessari per una buona qualità di vita grazie al soddisfacimento dei bisogni di base tra cui l’educazione”.

“Occupandomi del popolo Morgan da quasi un decennio, a volte guardo a ritroso e vedo che il loro stile di vita sta passando dalla semplicità alla negazione del valore autentico della loro cultura. Oggi, parlando con i Morgan, il loro modo di pensare sta diventando come quello cattolico, non la loro fede originale. Alcuni non sono orgogliosi di loro stessi come prima. E’ triste dire che alcuni non osano dichiarare di essere dei Morgan”, conclude Padre Suwat.

Il Signor Koy Talayluuk, un Morgan di 35 anni la cui famiglia vive sull’isola Phayam, esprime la sua idea su come si sente dopo essersi trasferito dalla sua casa sulla barca alla costa. “Preferisco stare sulla barca. Mi piacerebbe vivere la vita dei primi Morgan perché più divertente e confortevole. Sono esausto a stare sulla costa. Non è familiare. Stare su una barca mi soddisfa. Possiamo andare e fare tutto ciò che ci piace. Stare sulla costa ha cambiato la mia vita in peggio”.

Koy esprime la sua preoccupazione riguardo uno dei suoi cinque figli, un bambino di otto anni che ancora non ha la sua carta d’identità dato che non è stato registrato al momento della nascita; tre degli altri invece vanno a scuola. E’ molto difficile per coloro che non hanno una carta d’identità. Dovranno affrontare problemi riguardo la scuola e il diritto alla copertura sanitaria di base. “Nel passato la mia famiglia seguiva lo stile di vita dei Morgan. Tutti i miei figli sono cresciuti sulla barca”. Koy sottolinea dicendo “ancora mi ricordo che cinque anni fa la mia famiglia andò in Myanmar vivendo sulla barca. Non abbiamo terra sulla quale costruire la nostra casa. La nostra barca è la nostra casa. Ci mangiamo. Ci dormiamo. Mia moglie ha partorito sulla barca visto che mia madre è ostetrica. Oggi non c’è uno stile di vita del genere; tutto è cambiato”. Il mio sogno è “costruire una barca e condurre una vita come ho fatto con i miei nonni. I Morgan moderni non ne sanno niente. Vivono come un thai qualsiasi. Le cose sono cambiate molto per me”.

Padre LuangSa-ard spiega il percorso dei Morgan sull’isola Change definendolo “diverso dalle 45 famiglie Morgan con 247 membri sull’isola Change che conducono una vita semplice nella loro tribù. Tutti i bambini giocano insieme negli spazi aperti della comunità nel villaggio, gli uomini stanno seduti a preparare la rete da pesca per il giorno dopo. Hanno modificato il loro stile di vita andando a messa ogni domenica, leggendo la Bibbia e partecipando ai gruppi di studio. Hanno una nuova vita imparando la parola di Dio. Continuano a preservare la loro cultura portando rispetto ai genitori e prendendosi cura della famiglia. I Morgan dell’isola Change devono affrontare le incomprensioni con le persone nella società che li trattano come una minoranza subordinata agli altri Thai. Sembra che alcune persone acquisiscano vantaggi nel sottometterli. Questo è il motivo per cui vorrebbero restare da soli all’interno della loro tribù. Tali controversie stanno diminuendo a poco a poco e ciò aiuta a ridurre i loro problemi”.  

Parlando dei Morgan dell’isola Change della provincia del Rayong, Padre LuangSa-ard dice: “Inizio a percepire che i Morgan non sono orgogliosi delle loro caratteristiche tribali. Non vogliono essere chiamati Chao Lay ma sarebbero più felici con il nome di nuovi thai. La mia idea è di trovare un posto dove i Morgan non siano costretti dallo stile di vita della società moderna o della fede. Un posto speciale per coloro che vorrebbero ricominciare un nuovo antico percorso, un’antica cultura e sentirsi fieri di essere dei veri Morgan. La dignità umana dovrebbe partire dall’essere un valoroso Morgan”.

(Ha collaborato Weena Kowitwanij)

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