25/02/2005, 00.00
ISRAELE - TERRA SANTA
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Maghar: cristiani chiedono a Israele di pagare i danni delle violenze

Testimone degli assalti anticristiani: "I nostri bambini traumatizzati dalla violenza dei drusi". Beni saccheggiati per oltre 26 milioni di euro.

Maghar (AsiaNews) – Alcune famiglie cristiane del villaggio di Maghar hanno citato in giudizio lo stato di Israele per ottenere il risarcimento dei danni subiti nelle violenze della scorsa settimana, quando i drusi hanno saccheggiato e incendiato decine di abitazioni e negozi cristiani.

Nel villaggio in Galilea "gli animi sono ancora caldi" e si teme l'esodo dei cristiani da Maghar. Ogni giorno 10-12 persone ricorrono agli aiuti degli psicologici per i traumi delle violenze: "I bambini piccoli si svegliano di notte urlando: Drusi! Fuoco!". Lo racconta ad AsiaNews un testimone oculare che ha voluto mantenere l'anonimato perché "qui c'è ancora tensione e noi cristiani abbiamo paura".

I cristiani del villaggio, situato a 40 km da Nazareth, accusano la polizia israeliana di "essere rimasta a guardare" mentre i drusi hanno saccheggiato 125 fra negozi e case e distrutto 180 auto. Nei due giorni di violenza (qui è possibile vedere le foto dei saccheggi) le forze di sicurezza locali non sono intervenute, anzi il piccolo contingente di polizia presente a Maghar è stato ritirato. Solo il 3° giorno sono giunti nella cittadina 300 poliziotti per sedare i drusi, ma oramai la maggior parte dei danni erano già stati fatti.

Per questo 15 famiglie cattoliche (i cristiani di Maghar sono tutti greco-cattolici melchiti) hanno già chiesto al tribunale di Haifa che lo stato di Israele risarcisca loro i danni subiti. L'accusa: non aver garantito ai cristiani la sicurezza personale e dei propri beni. Queste famiglie "si sono rifugiate da parenti e amici ad Haifa" racconta il testimone ad AsiaNews  "perché hanno perso case e negozi negli attacchi dei drusi". I danni dei 2 giorni di violenze sono stati stimati 150 milioni di shekel, pari a oltre 26 milioni di euro. Molti altri cristiani stanno preparando le loro denunce per farsi risarcire dallo stato i danni subiti dai drusi. Domenica scorsa il nunzio apostolico in Israele, mons. Pietro Sambi, aveva portato la solidarietà del papa ai cattolici di Maghar e aveva chiesto il risarcimento per i saccheggi subiti dai cristiani del villaggio.

Nei giorni scorsi al parlamento israeliano si è tenuto un summit dei responsabili nazionali e locali per discutere della situazione di Maghar. Il ministro della Sicurezza interna Gideon Ezra ha dichiarato che i cristiani del villaggio dovrebbero essere ricompensati per i loro beni distrutti, mentre Ophir Paz-Pines, ministro degli Interni, ha assicurato che il governo si incaricherà di restaurare i luoghi religiosi danneggiati nel villaggio. La chiesa di San Giorgio era stata persa a sassate e aveva riportato danni alla facciata e alle vetrate.

Il capo del Comitato per gli Affari interni della Knesst Raleb Majadele ha deplorato il mancato intervento delle forze di polizia durante le violenze: "E' insopportabile che durante gli scontri la polizia sia rimasta da una parte a guardare senza fare niente" ha dichiarato Majadele. Nelle violenze ci sono stati anche 12 feriti; i cristiani non hanno risposto agli attacchi dei drusi.

I cattolici di Maghar hanno accolto con freddezza i risultati del summit politico: "Sono passate due settimane dalle violenze" afferma un testimone oculare. "Nessuno però ha dato una soluzione concreta ai problemi della nostra gente: migliaia di persone hanno perso le loro case e attività, sono fuggite nei paesi e città vicini, i nostri bambini non vogliono andare a scuola perché hanno paura. I capi drusi" conclude il cattolico di Maghar "hanno condannato le violenze degli esagitati, ma nessuno ci ha chiesto scusa". (LF)
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