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  • » 02/09/2008, 00.00

    RUSSIA

    Magomed Yevloyev, critico del Cremlino, ucciso dalla polizia



    Il suo sito attaccava il presidente dell’Ingushezia, grande amico di Vladimir Putin. Secondo la polizia, la morte è stata “accidentale”. Nel mondo russo il mestiere dei giornalisti è fra i più pericolosi.

    Mosca (AsiaNews) – Magomed Yevloyev, personalità molto critica verso la politica del Cremlino, è stato ucciso mentre era nelle mani della polizia. La versione ufficiale è che  è “un incidente”.

    Magomed Yevloyev era fondatore e responsabile del sito Ingushetia.ru, molto stimato come fonte di informazione nella regione, e molto critico verso il presidente dell’Ingushetia, Murat Zyazikov, grande amico del premier Vladimir Putin ed ex generale del Kgb.

    Secondo il suo sito, Yevloyev era stato arrestato il 31 agosto a Nazran (Magas) al suo arrivo all’aeroporto. Il presidente Zyazikov era sullo stesso aereo. All’aeroporto Zyazikov ha ordinato alla polizia di arrestare Yevloyev e di portarlo via in macchina. Il suo corpo è stato poi consegnato all’ospedale di Nazran con un colpo in testa.

    Vladimir Markin, portavoce della Procura, ha dichiarato che si è trattato di “un incidente”: pare che mentre era in macchina, Yevloyev abbia cercato di scansare il fucile di un poliziotto che, “accidentalmente” gli ha sparato. I suoi colleghi e attivisti rifiutano la spiegazione. La Procura ha aperto un’inchiesta. Ieri intanto,  a Nazran, attorno alla bara del defunto, oltre 1000 persone si sono radunate nella piazza centrale per domandare le dimissioni di Zyazikov.

    L’Ingushezia, con circa mezzo milione di persone a maggioranza musulmana, è una delle regioni del nord Caucaso in difficili rapporti con Mosca. In passato ha subito le tensioni fra Russia e la confinate Cecenia. Mentre la Cecenia vive ora un periodo tranquillo, in Ingushezia crescono scontri con guerriglieri e pressioni per dichiarare la secessione dalla Russia.

    Il sito Ingushetia.ru è da tempo nel mirino delle autorità russe. Nel giugno scorso aveva ricevuto l’ordine di chiudere perché “disseminava visioni estremiste”. L’anno scorso il sito era stato oscurato dopo aver pubblicato proteste contro l’amministrazione locale, accusata di corruzione.

    Rosa Malsagova, caporedattore del sito, ha detto che cercherà asilo in Francia.

    La Russia sembra essere uno dei posti più pericolosi per i giornalisti. Fra le vittime più importanti in questo settore vi sono:

    -         Ivan Safronov, corrispondente del Kommersant, caduto dal balcone della sua casa nel marzo 2007. La procura ha bloccato ogni ricerca e dichiarato che era “un suicidio”. Safronov stava indagando su importanti risvolti di un commercio delle armi.

    -         Anna Politkovskaya, strenua critica dell’allora presidente Putin, dei suoi abusi in Cecenia e delle violenze dell’esercito. È stata uccisa davanti alla porta del suo appartamento nell’ottobre 2006.

    -         Paul Klebinov, responsabile dell’edizione in russo della rivista Forbes, ucciso per strada a Mosca nel luglio 2004. Aveva pubblicato molti reportage sui traffici sporchi della nuova oligarchia russa.

    -         Yuri Shchekochikhin, vicedirettore della Novaya Gazeta, morto di avvelenamento nel luglio 2003. Sembra abbia ingerito sostanze radioattive che lo hanno portato alla morte. Aveva raccolto prove sulla corruzione di alcuni alti ufficiali dell’Fsb, i servizi segreti eredi del Kgb.

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