26 Aprile 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 27/10/2009
INDIA
Maharashtra, 6 mila cristiani riconvertiti all’induismo da gruppi estremisti
di Nirmala Carvalho
Cerimonia spettacolare e ampia pubblicità. Secondo il Global Council of Indian Christians tale propaganda “mira a sconvolgere l’armonia” e conta sulla connivenza dell’autorità pubblica. Continuano le violenze contro i cristiani.

Mumbai (AsiaNews) - Almeno 6mila cristiani sono stati riconvertiti all'induismo per l'opera del gruppo dello Swami Narendra Maharaj. La cerimonia è avvenuta il 26 ottobre a Thane, ad una cinquantina di km da Mumbai (Maharashtra). Già nel recente passato il gruppo ha celebrato il ritorno all’induismo di migliaia di neo-convertiti al cristianesimo (vedi AsiaNews, 08/04/2009, “In migliaia si riconvertono all’induismo: verità o propaganda?”). Intanto in diverse parti del Paese continuano le vilene anti-cristiane.
 
La riconversione all'induismo è la missione specifica del gruppo guidato dal guru Narendra Maharaj. Due volte l’anno essi organizzano cerimonie in grande stile per il ritorno alla religione tradizionale dell’India. Il portavoce del gruppo afferma che con gli ultimi 6mila casi il numero totale dei riconvertiti è giunto ormai a 94mila e preannuncia che “entro i prossimi due anni verrà raggiunta quota 100mila”.
 
Il fenomeno è molto diffuso nella zona suburbana di Mumbai e i seguaci di Narendra Maharaj sono aiutati da diverse organizzazioni nel lavoro di identificazione delle persone da riconvertire. Il portavoce afferma che si tratta di “uomini sventurati convertiti con la forza al cristianesimo” che tornano all’induismo “senza nessuna costrizione o garanzia”. Molti gruppi radicali indù accusano le Chiese cristiane di operare conversioni forzate, attraverso favori economici o lavaggio del cervello. Ma finora non è mai stato presentato davanti alla legge alcun fatto concreto. Tali accuse servono però a giustificare cerimonie come quella di Thana e le violenze che i cristiani continuano a subire.
 
Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), manifesta ad AsiaNews profondo disappunto per la cerimonia di riconversione. Essa “mira a sconvolgere l’armonia” e “non solo viene organizzata come uno spettacolo pubblico, ma viene anche annunciata con largo anticipo”.
 
Il presidente del Gcic protesta per la totale assenza delle autorità che permettono al gruppo dello Swami Narendra Maharaj di usare le cerimonie di riconversione a fini propagandistici: “Dove è la polizia adesso? Perché resta in silenzio quando vengono inscenate cerimonie come quella di Thane?”.
 
Sajan George ricorda che “i cristiani vengono arrestati anche quando si ritrovano a pregare nel privato delle loro case, o se solo distribuiscono letteratura di contenuto religioso, nonostante questi siano diritti garantiti dalla Costituzione”. La polizia agisce sulla base degli articoli 153A e 295A l codice penale indiano. Il primo punisce “la promozione di ostilità tra gruppi differenti sulla base della religione” e “le azioni che pregiudicano il mantenimento dell’armonia”. Il secondo articolo riguarda invece “atti deliberati e ostili che oltraggiano il sentimento religioso”. George afferma che solo un intento discriminatorio può spiegare il comportamento dell’autorità statale: zelante nell’impugnare queste leggi contro i cristiani e “muta spettatrice quando viene sbandierata una riconversione all’induismo di 6mila persone”.
 
Il presidente del Gcic ricorda che le violenze degli estremisti indù contro i cristiani non si fermano. Il 25 ottobre nel Madyha Prdaesh un pastore protestante è stato assalito da 11 estremisti, armati di mazze da hockey, subito dopo le celebrazioni domenicali. Nello stesso giorno, 50 radicali indù hanno fatto irruzione in un assemblea di fedeli nel Karnataka picchiando il pastore, bruciando bibbie e minacciando tutti i fedeli.
 
Nel 2009 il Gcic ha registrato centinaia di casi di violenze contro i cristiani sparsi tra Karnataka, Andhra Pradesh, Madhya Pradesh e Orissa. Questi ultimi due Stati, insieme a Chhattisgarh, Himachal Pradesh e Gujarat, hanno in vigore una legge anti-conversione che obbliga le persone che intendono cambiare religione a presentarsi presso le autorità pubbliche, motivare la loro scelta e provare di non essere state costrette a cambiare fede. Nel caso del passaggio dall’induismo al cristianesimo questa procedura è fatta rispettare alla lettera e talvolta utilizzata per ostacolare la conversione. Quando il cambio di religione riguarda invece la scelta o il ritorno all’induismo la procedura è aggirata e l’autorità pubblica non interviene per farla rispettare.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
29/03/2011 INDIA
Orissa, arrestati 12 tribali convertiti al cristianesimo senza il permesso delle autorità
di Nirmala Carvalho
18/06/2014 INDIA
India, ancora violenze anti-cristiane: aumenta la paura e l'insicurezza delle minoranze
di Nirmala Carvalho
27/02/2007 INDIA
Cristiani portano all’Alta Corte la legge anti-conversione dell’Himachal Pradesh
28/04/2008 INDIA
Riconvertiti all’induismo 1793 cristiani
di Nirmala Carvalho
26/07/2006 india
Madhya Pradesh, è ancora più dura la nuova legge anti-conversione

In evidenza
VATICANO
Papa: Il ricordo e la preghiera per una “nuova tragedia” dei migranti, “fratelli nostri” che “cercavano la felicità”Al Regina Caeli, papa Francesco fa pregare per le centinaia di vittime del barcone affondato al largo della Libia. Un appello alla comunità internazionale perché “agisca con decisione e prontezza”. “Ogni battezzato è chiamato a testimoniare, con le parole e con la vita, che Gesù è risorto, che è vivo e presente in mezzo a noi”. Il messaggio cristiano “non è una teoria, un’ideologia o un complesso sistema di precetti e divieti, oppure un moralismo, ma un messaggio di salvezza, un evento concreto, anzi una Persona: è Cristo risorto, vivente e unico Salvatore di tutti”. Il papa sarà a Torino il 21 giugno per onorare la Sindone, la cui ostensione comincia oggi.
ARABIA SAUDITA - YEMEN
Con la guerra in Yemen, l’Arabia Saudita maschera le tensioni interne
di Afshin ShahiIl conflitto in Yemen serve all’Arabia Saudita per coprire i suoi problemi interni, primo tra tutti la disuguaglianza tra le classi e il settarismo religioso. La famiglia reale ostenta lo sfarzo più assoluto mentre il 20% della popolazione vive in povertà. Molti giovani sauditi scontenti alimentano l’esercito dei “foreign fighters” dello Stato islamico (IS). Il 15% della popolazione è di religione sciita e subisce pesanti restrizioni dallo Stato sunnita. La lucida analisi di Afshin Shahi, Direttore del Centro di studi di politica islamica e Professore di Relazioni Internazionali e di Politica del Medio Oriente all’università di Bradford.
VATICANO
Papa: Sulle persecuzioni dei cristiani, la comunità internazionale “non assista muta e inerte”, non “rivolga il suo sguardo da un’altra parte”Al Regina Caeli (la preghiera mariana nel tempo di Pasqua), per la sesta volta in una settimana, papa Francesco ricorda il martirio dei cristiani e denuncia l’indifferenza della comunità internazionale verso questa “preoccupante deriva dei diritti umani più elementari”. I martiri di oggi “sono tanti e possiamo dire che siano più numerosi che nei primi secoli”. “La fede nella risurrezione di Gesù - ha continuato - e la speranza che Egli ci ha portato è il dono più bello che il cristiano può e deve offrire ai fratelli. A tutti e a ciascuno, dunque, non stanchiamoci di ripetere: Cristo è risorto!”

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate