18/04/2013, 00.00
SRI LANKA
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Mahinda Rajapaksa: Difenderemo la libertà e l’armonia religiosa in Sri Lanka

di Melani Manel Perera
Incontrando delegati musulmani provenienti da tutto il mondo, il presidente del Paese ha parlato dei casi di intolleranza religiosa perpetrati da gruppi radicali buddisti. Una di queste formazioni fondamentaliste annuncia di voler aprire nuove sedi anche in Russia, Francia, Regno Unito e Stati Uniti.

Colombo (AsiaNews) - Il governo dello Sri Lanka è impegnato a mantenere l'armonia religiosa tra le comunità del Paese e non tollererà atti di persecuzione e violenze. Lo ha detto Mahinda Rajapaksa, presidente dello Sri Lanka, a margine di un incontro con 15 delegati provenienti da Paesi islamici, tenuto ieri al Temple Trees di Colombo.

Il raduno aveva l'obiettivo di discutere di interessi nazionali e internazionali tra i vari ospiti, provenienti da Iran, Iraq, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Egitto, Palestina, Bangladesh, Indonesia, Malaysia, Maldive, Nigeria, Pakistan e Turchia. Dati i recenti episodi di persecuzione contro la comunità islamica dello Sri Lanka perpetrati da gruppi radicali buddisti, Rajapaksa ha voluto ribadire il suo impegno nella lotta al nazionalismo, e la volontà di prendere azioni stringenti contro tali aggressori.

Tra questi gruppi fondamentalisti vi è il Bodu Bala Sena (Bbs), la cui missione è quella di proteggere la popolazione buddista e singalese e la sua religione. Proprio il Bbs ha deciso di allargarsi e di voler aprire una sede a Jaffna (Western Province), zona a maggioranza tamil. Inoltre, il movimento ha intenzione di diffondere la propria ideologia anche al di fuori dei confini dello Sri Lanka: Russia, Francia, Regno Unito e Stati Uniti potrebbero essere le mete scelte per aprire "filiali internazionali" del Bbs.

Intanto, anche l'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic), organizzazione internazionale con base a Jeddah (Arabia Saudita) con una delegazione permanente alle Nazioni Unite, ha espresso la propria preoccupazione per l'aumento di tensioni etnico-religiose in Sri Lanka, che hanno colpito in modo particolare la vita e le attività economiche della comunità musulmana. 

 

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