18 Ottobre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  •    - Brunei
  •    - Cambogia
  •    - Filippine
  •    - Indonesia
  •    - Laos
  •    - Malaysia
  •    - Myanmar
  •    - Singapore
  •    - Tailandia
  •    - Timor Est
  •    - Vietnam
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 16/08/2016, 12.34

    MALAYSIA

    Malaysia, il governo vieta ai non musulmani di lavorare in case islamiche

    Joseph Masilamany

    Il governo approva una norma che blocca l’assunzione di “infedeli” nelle case private. Protestano le associazioni di categoria, i datori di lavoro e le lavoratrici: nel mirino sono soprattutto le collaboratrici domestiche. Un’agenzia di collocamento: “Come mai in Arabia Saudita e in Qatar è permesso e da noi no?”.

    Kuala Lumpur (AsiaNews) – Il Dipartimento immigrazione del governo malaysiano ha emanato un decreto che vieta alle collaboratrici domestiche non musulmane di lavorare in case islamiche. La decisione ha scatenato le proteste delle agenzie di collocamento e dei datori di lavoro, che si chiedono quale sia la “ratio” della norma. I commenti apparsi nei giorni scorsi sui social network echeggiano tutti lo stesso pensiero: la religione non deve essere un ostacolo al lavoro e alla convivenza.

    Engku Ahmad Fauzi, presidente dell’Associazione datori di lavoro domestico del Paese, lo ha dichiarato in maniera aperta: “La fede non dovrebbe essere un limite. Quando si lavora in un ufficio non ti basi sulla religione, e allo stesso modo non si dovrebbero fare discriminazioni simili per il lavoro domestico”.

    La proprietaria di un’agenzia di collocamento, che preferisce rimanere anonima, spiega che il governo non ha informato il settore: “Mi chiedo anche come mai altri Paesi musulmani come l’Arabia Saudita e il Qatar permettano ai musulmani di assumere non islamici, mentre in Malaysia viene vietato”.

    Zubir Rahman, industriale, ha tre figli: la nuova politica lo spaventa molto, perché vorrebbe assumere una tata dalle Filippine (unico Paese asiatico a maggioranza cattolica) ma teme di non poterci riuscire a causa di questo bando: “Preferisco le domestiche filippine perché di loro mi posso fidare”.

    Il mufti dello stato di Perak, Harussani Zakaria, ammette fra le righe che il problema è legato proprio alla capacità delle lavoratrici cristiane: “Ammetto che non è sbagliato o proibito, secondo l’islam, assumere dei non musulmani. Tuttavia mi preoccupo per la fede dei bambini: se vengono cresciuti da infedeli, potrebbero adottare pratiche di altre religioni”.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    02/08/2006 SINGAPORE
    Anche con le nuove leggi, i domestici stranieri a Singapore non hanno diritti

    Previsto, per la prima volta, il diritto a tre pasti al giorno. Ma non sono imposti limiti di orario né il giorno di riposo settimanale, mentre restano alti i costi per il collocamento.



    27/07/2017 11:52:00 MALAYSIA-ISLAM
    Kuala Lumpur, parlamentare musulmano: Negare il sesso al proprio marito è un ‘abuso’

    Al parlamento si discuteva di violenze domestiche verso le donne. Il legislatore ha elencato una serie di ‘abusi’ che subiscono gli uomini, fra cui essere insultati e il vedersi negata la possibilità di avere una seconda moglie.



    31/08/2007 MALAYSIA
    A 50 anni dall’indipendenza, ancora un sogno l’“unità” della Malaysia
    Kuala Lumpur in festa per l’anniversario dell’indipendenza dalla Gran Bretagna. Il governo pone l’accento sul progresso economico e l’unità della nazione. Ma nel Paese le politiche discriminatorie contro le minoranza etniche e la crescita di un islam conservatore minacciano la crescita, l’armonia sociale e la Costituzione laica. La Conferenza episcopale denuncia “l’erosione dei diritti fondamentali” e invita i cattolici a “promuove il dialogo”.

    12/08/2017 12:49:00 MALAYSIA-ISLAM
    Selangor, razzismo a scuola: bicchieri divisi per ‘musulmani’ e ‘non musulmani’

    L’istituto distingue con etichette le tazze poste accanto al distributore di acqua per i bimbi. Tan Sri Harussani Zakaria, il mufti del Perak: “Ciò è discriminatorio e potrebbe portare all'odio dell'islam. Questa pratica è un insulto”. Datuk Chong Sin Woon, vice ministro dell'Istruzione: “Le scuole nazionali sono per tutti i malaysiani”.



    14/03/2006 MALAYSIA
    Malaysia: minoranze islamiche difendono la Costituzione, contro la sharia

    La legge prevede la libertà religiosa, ma la maggioranza sunnita applica la sharia a tutti i cittadini e discrimina le minoranze.





    In evidenza

    MYANMAR
    Non solo Rohingya: la persecuzione delle minoranze cristiane in Myanmar



    La sofferenza di Kachin, Chin e Naga. La discriminazione su basi religiose è in certi casi addirittura istituzionalizzata. I cristiani sono visti come espressione di una fede straniera ed in contrasto con la visione nazionalista. Per anni il regime militare ha introdotto feroci misure discriminatorie.


    VATICANO - ASIA
    Il mondo ha urgenza della missione della Chiesa

    Bernardo Cervellera

    Ottobre è un mese consacrato al risveglio della missione fra i cristiani. Nel mondo c’è indifferenza o inimicizia verso Dio e la Chiesa. Le religioni sono considerate la fonte di tutte le guerre. Il cristianesimo è l’incontro con una Persona, che cambia la vita del fedele e lo mette al servizio delle ferite del mondo, lacerato da frustrazioni e guerre fratricide. L’esempio del patriarca di Baghdad e del presidente della Corea del Sud.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®